Kenan Yildiz alla Juventus può diventare il nuovo Del Piero o il nuovo Zidane: tutto ruota attorno a 14 partite. Per Comolli ora un rinnovo più complicato e altrettanto importante
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva
Quella apposta nel week-end per il rinnovo del contratto di Kenan Yildiz è stata probabilmente la firma più importante messa nera su bianco da Damien Comolli da quando è diventato amministratore delegato della Juventus. Il rischio non era tanto quello di perdere a parametro un calciatore preso a zero grazie a un errore di valutazione dell'ex Salihamidzic, quanto di non riuscire a fargli capire che può pensare alla Juventus non solo come a una tappa di passaggio. Fargli capire che della nuova Juventus nata la scorsa estate sulle ceneri di un progetto presto bypassato può diventarne il simbolo. Blindare Yildiz vuol dire che la Juve ha messo un primo fondamentale tassello per tornare a ragionare come fa un club vincente. Yildiz dopo l'addio a parametro zero di Dusan Vlahovic sarà il calciatore più pagati della rosa, il calciatore attorno a cui verrà parametrato l'intero monte-ingaggi bianconero. Prima lui e poi tutti gli altri, a meno che proprio lui non debba essere sacrificato sull'altare di un bilancio che all'ultimo giro ha fatto registrare un meno 58. Decisamente meglio rispetto al -199 di un anno prima, ma comunque un passivo importante che ora può pesantemente oscillare in un senso o nell'altro in base a quelli che saranno i risultati sportivi da qui a giugno.
Con le cessioni negli ultimi due anni di giocatori come Nicolò Savona, Samuel Mbangula, Nicolò Fagioli, Hans Nicolussi Caviglia, Samuel Iling-Junior, Tarik Muharemovic, Enzo Barrenechea, Koni De Winter, Matias Soulé e Dean Hujsen la Juventus ha di fatto svuotato il cesto delle possibili plusvalenze nette. Ha sovvenzionato buona parte del suo mercato in entrata salutando i calciatori cresciuti nella Next Gen. Restando in Champions la società bianconera avrebbe la forza necessaria per continuare il suo percorso di crescita senza dipendere da nuove importanti partenze. In caso contrario, indovinate chi potrebbe essere il primo indiziato ad andare via in estate?
Già, proprio lui. Perché poi tutto passa da lì, dai risultati. Yildiz firmando fino al 2030 ha dimostrato di credere nel progetto, ma adesso si aspetta che la Juventus sia all'altezza della sua crescita. Che si dimostri all'altezza di uno dei giocatori potenzialmente più forti al mondo. L'ha detto anche Comolli: "Il suo rinnovo è un passo importante in questo percorso, ma di certo non sarà l'unico". Il percorso non si esaurisce al rinnovo di Yildiz, ma passa inevitabilmente da una Juventus in Champions League. Altrimenti rischia di doversi ridimensionare sul nascere, di dover ripartire salutando la stella più luminosa.
Tutti i tifosi bianconeri si auspicano che Kenan Yildiz possa diventare il nuovo Alessandro Del Piero della Juventus. Il nuovo simbolo della Vecchia Signora, il 10 di riferimento e poi in futuro anche il capitano. Ma non è escluso che Yildiz possa trasformarsi nel nuovo Zinedine Zidane, ovvero nel campione che viene ceduto a una cifra stellare per proseguire altrove il percorso di consacrazione. Allora era un'altra Juventus, molto più strutturata: quei 150 miliardi servirono a Moggi per acquistare Buffon, Thuram e Nedved. Ora invece questa eventuale uscita sarebbe la grande scialuppa di salvataggio attorno a cui aggrapparsi in caso di mancata partecipazione alla Champions League 2026/27.
Ecco perché molto o tutto dipenderà dalle ultime 14 gare di campionato (o dalla vittoria di questa Champions, ma questo è un percorso decisamente più complicato). Quattordici partite per avere più certezze sul futuro della Juventus, di Kenan Yildiz, ma anche di quello Luciano Spalletti che oltre tre mesi dopo il suo arrivo ha ridato una visione alla squadra bianconera. L'ex CT sta mostrando alla società una strada da seguire, le virtù della rosa ma anche i limiti su cui intervenire. Damien Comolli vuole blindare anche lui, ma arrivare a dama non sarà semplice: non tanto per le richieste economiche, quanto per le garanzie che Spalletti chiederà prima di firmare un nuovo contratto. "Penso che una delle migliori qualità di un allenatore sia quella di farsi comprare i calciatori", ha dichiarato proprio il manager di Certaldo a margine della conferenza stampa di sabato. Un modo per chiarire che tutto ruoterà attorno al progetto e al budget. Attorno a quelle che saranno le prospettive della società e alla possibilità di esaudire le aspettative dei tifosi. Anche qui, con o senza Champions fa tutta la differenza del mondo.
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