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Infantino: "Il Mondiale dell'82 fu straordinario. Beccalossi e Altobelli i miei primi idoli"TUTTO mercato WEB
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martedì 10 marzo 2026, 10:27Serie A
di Michele Pavese

Infantino: "Il Mondiale dell'82 fu straordinario. Beccalossi e Altobelli i miei primi idoli"

Gianni Infantino, presidente della FIFA, è stato intervistato dal quotidiano AS. Gran parte dell’intervista è stata dedicata alla prossima Coppa del Mondo, che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Infantino ha parlato di un entusiasmo senza precedenti attorno al torneo: "Sarà fantastico. In appena quattro settimane abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti. È qualcosa di impressionante. Abbiamo circa sette milioni di biglietti disponibili, quindi la domanda è incredibile". Il torneo sarà il primo con 48 squadre partecipanti e 104 partite, distribuite in sedici città di tre Paesi diversi. "Tutti gli stadi saranno pieni. Sarà una festa totale. Per molto tempo si diceva che negli Stati Uniti il calcio, o soccer come lo chiamano loro, non fosse molto popolare. Ora la situazione è cambiata completamente". I favoriti per il titolo - Alla domanda sulle nazionali favorite, il presidente della FIFA non ha avuto dubbi nel inserire la Spagna tra le principali candidate al titolo: "La Spagna è sicuramente una delle favorite. La squadra numero uno nel ranking deve esserlo". I ricordi e gli idoli - Infantino ha anche ricordato le sue passioni calcistiche d’infanzia, citando il Mondiale 1982 vinto dall’Italia con Paolo Rossi: "Avevo dodici anni e fu qualcosa di straordinario". Da tifoso dell’Inter, ha indicato tra i suoi primi idoli Evaristo Beccalossi e Alessandro Altobelli. Tra le leggende del calcio mondiale ha poi citato Diego Maradona, Pelé e Ronaldo Nazário, mentre tra i campioni contemporanei ha menzionato Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, senza dimenticare i protagonisti della Spagna campione del mondo nel 2010 come Xavi Hernández, Andrés Iniesta, Iker Casillas e Carles Puyol. La lotta al razzismo - Infine, il presidente della FIFA ha ribadito l’impegno dell’organizzazione nella lotta al razzismo, facendo riferimento anche alla cosiddetta “Legge Vinícius”, legata ai numerosi episodi subiti dal brasiliano Vinícius Júnior: "Non c’è posto per il razzismo nel calcio. Dobbiamo combatterlo con tutta la nostra forza. Siamo nel 2026 e non è accettabile discriminare qualcuno per la sua origine. Tolleranza zero".