...con Giuseppe Sannino
“Italia fuori dal Mondiale? È la terza che ci capita e questo è veramente un danno oltreché calcistico anche di immagine. Siamo sempre stati una Nazione che è andata al Mondiale con merito. Peccato, davvero. Mi auguro che dopo questa terza volta ci sia la possibilità di voltare pagina, cambiare il modo di pensare e portare un po’ di qualità in campionato e anche per rimettere a posto un po di regole”. Così a TuttoMercatoWeb.com Giuseppe Sannino, allenatore, attualmente al Bellinzona. Giramondo, visionario e dimissionario quando le cose non vanno come vorrebbe. Beppe Sannino oggi prova un'altra impresa, la salvezza della sua squadra. E intanto si pronuncia sul momento del calcio italiano.
Perché la Nazionale non riesce più ad andare al Mondiale?
“Potrei rispondere con una domanda: perché con l’Under 21 ce la giochiamo contro tutti e poi questi ragazzi non riusciamo a portarli in prima squadra? Questi calciatori giocano poco in Serie A e così i commissari tecnici non possono scegliere. Ci sono quelli che portano qualità, ma l’Italia ha troppi stranieri. Posso capire perché tanti settori giovanili pescano all’estero, ma non riesco a capire il mancato passaggio vincente dei giovani dalle nazionali giovanili alla Nazionale”.
Chi per risollevare le sorti del nostro calcio?
“Chi prenderà in mano la situazione al posto di Gravina dovrebbe avere idee più nazionaliste. L’Italia era il punto di arrivo per i calciatori italiani. Mi auguro che il calcio italiano torni ad essere protagonista e che il campionato torni ad essere un torneo ambito. Spero che possiamo trovare la giusta strada per ritrovare la Nazionale. Siamo quelli che hanno vinto il Mondiale del 2006, dobbiamo ritrovare spirito e cuore".
Per le prossime due partite la panchina è affidata a Silvio Baldini.
“Silvio è un amico e sono felice per lui. Lo conosco e so che valori ha. Per lo sport e per la Nazionale. È il giusto premio al suo lavoro”.
E lei mister?
“Avevo salvato questa squadra (il Bellinzona, ndr) in Serie B. Poi Pablo Bentancur ha venduto la società. Mi hanno chiamato per cercare di fare un miracolo. Ci proviamo”.
E il futuro?
“Penso a quello che dovrò fare per i prossimi anni: nuovi paesaggi, nuovi mondi da scoprire. E il calcio".
Niente Italia nel futuro?
“L'ho promesso in tempi lontani: il ritorno in Italia dovrà essere l'ultimo step della mia carriera. Per chiudere il cerchio".
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