Como, altra rimonta. Fabregas più nero che azzurro: “Chivu non lo direbbe, ma vincono lo scudetto facilmente”
Ancora tu, ma non dovevamo vederci più. L’Inter, per il Como e per Cesc Fabregas, si conferma un incubo. Il film è lo stesso del campionato: avanti di due gol, la formazione del tecnico iberico si fa rimontare dei nerazzurri, vincitori per 3-2 nella semifinale di ritorno della Coppa Italia, dopo lo 0-0 dell’andata. È la quinta sconfitta in sei partite con i campioni d’Italia in pectore per l’ex centrocampista catalano da allenatore.
Non è stato sufficiente un avvio da incorniciare, né le reti di Baturina e Da Cunha, tra i centrocampisti più prolifici d’Italia, in campionato e non solo. Agre il commento di Ignace Van der Brempt: "Siamo dispiaciuti ma anche orgogliosi di quello che abbiamo mostrato, non è facile andare avanti 2-0 a San Siro. Dobbiamo imparare dai piccoli dettagli per ammazzare la partita e se miglioreremo andrà sempre meglio".
Mastica amaro anche lo stesso Fabregas, che nel post gara ricorda da dove è partito il suo Como e cosa rappresenti l’Inter: “Sono sereno, sapevo che questi ragazzi oggi avrebbero fatto una grande prestazione. Grande orgoglio, anche se manca ancora qualcosina. Abbiamo giocato contro una squadra di veterani, che gioca da 6-7 anni insieme e vincono lo scudetto facilmente anche se Chivu non direbbe così, è una squadra vincente e piano piano hanno messo due ragazzi che oggi hanno fatto la differenza come Sucic e Diouf. Per me era importante vedere la reazione, dentro l'area loro sono molto forti mentre a noi manca ancora un pezzettino".
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