Inchiesta arbitri, il caso Rocchi scuote il calcio italiano. E oggi si riunisce l'AIA, tutte le ultime
Il caos che coinvolge il sistema arbitrale italiano - emerso in seguito all'avviso di garanzia ricevuto dall'ormai ex designatore Gianluca Rocchi (qui le dichiarazioni del legale) - ha fatto registrare nella giornata di ieri un altro capitolo importante. A prendere posizione, dopo la nota del procuratore della Federcalcio Giuseppe Chinè, è stata infatti la Lega Serie A, per bocca del presidente Ezio Maria Simonelli: "A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica. Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all'epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato".
Ricordiamo che l'accusa nei confronti di Rocchi è di frode sportiva in concorso (avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni sul VAR e in alcune partite, sempre secondo l'accusa, avrebbe anche scelto arbitri graditi all'Inter). A riguardo, ha parlato proprio il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, prima della gara contro il Torino: "Apprendiamo tutto dalla stampa, i comunicati e le dichiarazioni fatte ci meravigliano. Non abbiamo arbitri graditi e non graditi e abbiamo agito nella massima correttezza. L'anno scorso, oggettivamente, abbiamo avuto delle decisioni avverse, anche acclarate dai vertici arbitrali, come il rigore non dato in Inter-Roma. Oggi pensiamo solo allo Scudetto. L'Inter è estranea ai fatti e lo sarà anche in futuro. Non ho niente da aggiungere a questo".
Nel frattempo, se da una parte diventa sempre più concreta l’ipotesi di un commissariamento della FIGC da parte del CONI, come auspicato più volte dal ministro dello sport Abodi, dall'altra ci si interroga su chi sceglierà gli arbitri per le ultime giornate di campionato. Con Rocchi che ha deciso di auto-sospendersi, l’AIA deve trovare un nuovo designatore. La CAN, inoltre, ha “perso” Andrea Gervasoni, anche lui indagato dalla Procura di Milano (per Salernitana-Modena della scorsa Serie B, una vicenda simile alla presunta “bussata” di Rocchi in Udinese-Parma). Nel primo pomeriggio di oggi, si riunirà il Comitato Nazionale dell’Aia per decidere il da farsi. Teoricamente, la CAN potrebbe anche proseguire con le designazioni a livello collegiale: a livello formale, del resto, le designazioni sono firmate dalla commissione stessa e non da solo Rocchi. Visto che al momento sono però operativi appena quattro membri su sei, è probabile che venga nominato un designatore per il finale di stagione (qui tutte le ipotesi e gli scenari).
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