Un po' Kakà, un po' Pastore. Nico Paz assomiglia a se stesso: un giocatore unico nel calcio moderno
Il talento del Como sfugge alle etichette: struttura, tecnica e letture lo rendono uno dei profili più difficili da incasellare in Europa
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Due gol, un assist e il Manchester United ai suoi piedi. Sono i numeri di ieri sera di Nico Paz, che un numero lo insegue: il 10 dell’Argentina, a cui sembra predestinato dopo il ritiro di Lionel Messi. I tratti in comune con la Pulga, al netto di un mancino delicato, sembrano finire qui. Si possono cercare altri paragoni, sapendo che nessuno funziona fino in fondo. Di Kakà ha qualcosa nella struttura fisica e soprattutto nella capacità, non così comune per un giocatore di quelle dimensioni, di portare il pallone senza perdere eleganza. Il brasiliano era molto più esplosivo - lo ha sottolineato anche Cesc Fabregas - e quando aveva campo davanti diventava semplicemente imprendibile. Paz è meno velocista, più ragionatore: può accelerare, ma sa anche fermarsi, attirare un avversario e cambiare improvvisamente il ritmo dell'azione.
Da Pastore a James Rodriguez
Poi c'è un altro argentino come Javier Pastore. Il modo di muoversi, una certa leggerezza quasi in contrasto con il fisico, la sensazione di avere sempre mezzo secondo in più rispetto agli altri. Paz, però, sembra già più continuo nell'impatto sulla partita e soprattutto più portato a cercare la porta. E il mancino? Lì il pensiero può andare a James Rodriguez: forse non ha avuto la carriera che meritava, non fino in fondo. Ma quel piede delicato… Anche qui, però, la sovrapposizione dura poco. Il colombiano era un numero dieci più classico; Paz occupa più zone, conduce di più e partecipa diversamente allo sviluppo dell'azione. Infatti tanti lo immaginano mezzala in futuro. Sarebbe un peccato.Nico Paz assomiglia soprattutto a Nico Paz
Alla fine, forse, è proprio questo il punto. Nico Paz assomiglia soprattutto a se stesso. Ha il corpo di una mezzala, il piede di un trequartista e movimenti che rendono complicato assegnargli una posizione definitiva. Nel calcio moderno, che tende a specializzare sempre di più compiti e spazi, un 10 puro come lui è una mosca bianca. Soprattutto in Italia. Non perché appartenga a un'altra epoca, o almeno non soltanto, ma perché riesce a essere contemporaneo senza diventare facilmente catalogabile. E ci ricorda l’irrinunciabile bellezza del Diez, affogato in un mare di 3-5-2.Altre notizie
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