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tmw / juventus / Editoriale
Scene diverse della stessa Juve: regia di Luciano Spalletti
Oggi alle 00:02Editoriale
di Quintiliano Giampietro
per Bianconeranews.it

Scene diverse della stessa Juve: regia di Luciano Spalletti

La Juve ormai è a immagine e somiglianza di Spalletti: la squadra segue ogni indicazione del suo allenatore e i risultati si vedono

Quando sente parlare di giochisti e risultatisti, Spalletti si altera, lui non rientra in queste categoria e la sua Juve ha un unico obiettivo: vincere. Se questo avviene in modo esteticamente apprezzabile ancora meglio. Ma se il bottino pieno arriva dopo una partita sporca e sofferta, va bene lo stesso. Non esiste un dogma. Si passa dal travolgente successo contro Sassuolo e Cremonese, a quello con il Benfica, sofferto e per certi versi "sporco". E il percorso passa anche per giornate deludenti, vedi pareggio di Lecce e soprattutto tonfo di Cagliari. Dopo il ko in Sardegna immediati i processi alla Signora accostata a quelle squadre contraddistinte da un possesso palla sterile. Mai cosa fu più falsa. A prescindere dai risultati ottenuti, Spalletti prova sempre e comunque a dominare il match, qualche volta riuscendoci, altre no. In ogni caso viene preservata la solidità della squadra, necessaria per una buona fase difensiva. La riuscita o meno del piano gara alcune volte dipende dagli avversari, spesso dalla determinazione dei bianconeri. Una cosa è certa: il cambiamento rispetto a Tudor (e non solo) è evidente. Chi lo nega probabilmente è in malafede. Anche tra gli allenatori ci sono le categorie e il tecnico di Certaldo è uno dei migliori in circolazione. .

La Juve ora è pienamente riconoscibile, ha una sua identità, ha ritrovato l'anima, latitante nelle ultime stagioni. Il merito va ascritto soprattutto ad una persona: Luciano Spalletti. Mai come in questo caso un allenatore sta incidendo sulla propria squadra. Il lavoro di Lucio parte dalla testa e arriva fino ai piedi dei calciatori, ora consapevoli della propria forza, sconosciuta fino a qualche mese fa. Errori vengono commessi anche adesso, sia chiaro, ma difficile ci si disconnetta dal contesto della gara. Grazie anche alle grida e a qualche schiaffetto dell'allenatore, vedi Openda. Le ricorrenti amnesie sembrano ormai appartenere al passato, remoto e recente. E al termine di ogni partita, anche se vinta, la prima sottolineatura di Spalletti è rivolta proprio alle criticità, come è giusto che sia, fino a non godersi le vittoria. Solo così si cresce, guai ad accontentarsi. Il processo di ricostruzione della Juve è veramente decollato dopo i fallimenti delle precedenti gestioni. Ora serve qualche rinforzo funzionale all'idea di calcio dell'allenatore, inutile acquistare tanto per aumentare il numero degli elementi in rosa. Continuità è la parola d'ordine, a partire dalla sfida di domenica prossima contro il Napoli di Conte, l'allenatore che una parte della tifoseria vorrebbe di nuovo sulla panchina bianconera. Il presente e probabilmente anche il futuro si chiama Spalletti. Una certezza per la Juve. Garantisce Del Piero: “Ha la stessa mentalità che avevo io quando giocavo. Non mi godevo le vittorie, cercavo sempre di migliorare”.