Spalletti non è stato accontentato, e se fosse questo il motivo del mancato prolungamento?
Da qualche giorno mi balena in mente un terribile dubbio: e se fosse Spalletti a non voler correre per il prolungamento del contratto per capire quali sono le reali intenzioni della Juventus? No, non tanto con lui ma per lui, per la Juventus, quali sono, cioè, le reali volontà e disponibilità del club per la squadra delle prossime stagioni. L'ex ct non vedeva l'ora di un treno sul quale salire per allontanarsi il più velocemente dalla delusione Nazionale, e la Juventus era quello giusto, quello ideale: club storicamente vincente, strutturato, forte e ossessionato dalla vittoria. O, perlomeno, così dovrebbe ancora essere. Quindi dubbi, per Luciano, zero davanti a questa occasione imperdibile anche a fronte di un contratto di 8 mesi, non eccessivamente remunerativo, perché, con l'onestà che lo contraddistingue, ci teneva per primo a dimostrare a tutti che la voglia di rivalsa veniva prima di qualsiasi altra cosa e che non era un bollito, semmai è la Federazione Nazionale ad esserlo, semmai è la qualità dei calciatori italiani ad essere bassa, non lui. E, in fondo, il cammino verso il Mondiale, ancora in bilico anche senza di lui, lo ha pienamente dimostrato.
Da quando è alla Juventus, Spalletti ha avuto la bravura di cambiare totalmente il volto della squadra passata dall'essersi assuefatta alla mediocrità, al ricordo di quello che era, abituandosi ad ambizioni minori, fino ad arrivare, con l'arrivo del nuovo allenatore, ad un punto dal terzo posto, disposta a parlare e pensare allo scudetto, a chiudere le partite ampiamente prima del fischio finale. Affamata, bella, aggressiva, vincente. Si, è tutto merito di Spalletti uno dei pochi a credere che il valore di questa squadra era nettamente più alto rispetto alle deprimenti previsioni e proiezioni venute fuori dalla gestione Motta e Tudor, valore nettamente più alto ma non altissimo come dichiarò lo stesso tecnico parlando di "campioni e non campionissimi", per non parlare del fatto che resta una rosa incompleta, vedi la questione dell'attaccante.
E qui vengono i miei dubbi. Spalletti, uscendo dalla diplomazia, ha cominciato con insistenza a richiedere un attaccante centrale di fisico, abile nel gioco di sponda, diverso da quelli presenti in rosa. Non pretendeva di essere accontentato ma probabilmente se lo aspettava. Ha voluto mettere alla prova le ambizioni e capacità del club? Non ne sono sicuro, ma forse un po' comincio a pensarlo. E se fosse lui a tenere per il "guinzaglio" il club pronto, a fine stagione, a chiedere garanzie per firmare un eventuale prolungamento di contratto a fronte di garanzie sul mercato? Onestamente credo sia una concreta possibilità che rappresenta, al tempo stesso, anche una garanzia per i tifosi della Juve e le sue stesse ambizioni: il tecnico potrebbe decidere di prolungare se si rinforza la squadra nel modo giusto o andare via se consapevole che ci si appoggerà esclusivamente sulle sue spalle. Spero di sbagliarmi, ma è chiaro che tecnico e società stanno andando a velocità nettamente diverse.






