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tmw / juventus / Editoriale
Tutto in sette giorniTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
per Bianconeranews.it

Tutto in sette giorni

Juventus in crisi nel momento decisivo della stagione: nelle prossime tre partite può decidersi anche il programma del prossimo anno

La stagione della Juventus è a un punto di non ritorno. Tra sabato 21 febbraio e domenica 1 marzo i bianconeri si giocano le residue speranze di salvare una stagione. Saranno sette giorni solari di fuoco, perché si giocano due sfide fondamentali contro Como e Roma per la prossima partecipazione alla Champions League con in mezzo il ritorno di uno spareggio che in realtà sembra già segnato. Inutile pensare oggi alla gara dello Stadium contro il Galatasaray, che sarà una partita a sé e nella quale non si potranno né fare calcoli né pensare a particolari strategie: bisognerà andare in campo e fare tanti gol sperando di subirne niente o pochi, visto che per passare la Signora dovrà vincere con ben quattro gol di scarto.

Certo, dopo aver già perso il treno della Coppa Italia, si pensava che di energie ce ne sarebbero state di più per gli altri due obiettivi, invece il bilancio delle ultime settimane è preoccupante. Una sola vittoria in sei gare ufficiali, due pareggi e tre sconfitte, con 10 gol segnati e 14 subiti. La media punti da quando c’è Spalletti è oggi di 1,94 punti/partita contro i 2,21 di gennaio. Di questo passo la Juventus chiuderebbe a quota 71 e potrebbero non bastare per andare in Champions League il prossimo anno.

Servono almeno 9 vittorie da qui a fine stagione, di conseguenza non si può sbagliare contro Como e Roma, il minimo sindacale sono 4 punti totali. E non sarà affatto facile, perché la Juve arriva all’appuntamento di sabato con lo score di cui sopra, in più dilaniata nelle certezze e nella rosa. Il pareggio con la Lazio (un film già visto in gare precedenti) e le sconfitte contro Inter e Galatasaray restituiscono una Juve fragile, oltre che dal punto vista difensivo, anche a livello mentale. La squadra crolla davanti alle minime difficoltà (è una novità rispetto a quanto vedevamo con Allegri, Motta e Tudor? No) e per di più ora dà l’impressione di poter prendere anche imbarcate, poiché non si riesce a trovare un equilibrio adattandosi alle situazioni di gioco.

L’equilibrio, quando non lo hai di squadra, te lo danno in parte i singoli, ma al momento quelli più bravi sono in affanno. Yildiz e Thuram stanno tirando il fiato e in più il turco ha qualche acciacco fisico. Bremer è stato costretto a fermarsi e con ogni probabilità salterà il Como (così come Kalulu, ma per squalifica). David si allena ancora a parte e non si sa se potrà esserci contro la squadra di Fabregas (ancora McKennie di punta o avrà una chance Openda?), Conceicao non riesce a trovare continuità, Zhegrova è letteralmente sparito dai radar.

Insomma, mai come in questo momento clou della stagione ho l’impressione che gli obiettivi stiano sfilando via tra le dita della Vecchia Signora, che se fin qui ha viaggiato a suon di anni zero, senza la qualificazione alla prossima Champions League si potrebbe trovare all’anno -1, senza 100 milioni di euro di introiti e con difficoltà ancora maggiori per ricostruire una squadra vincente.