Le quattro giornate della Juventus: si decide presente e futuro
Ancora una volta la Juventus si trova davanti ad un bivio: dare una svolta a questa stagione e quindi alla prossima, oppure fallire e ricostruire. Ormai abbiamo smesso di contare le volte in cui la proprietà ha parlato di "anno zero", perché ogni qualvolta lo faceva, puntualmente, il progetto assumeva le fattezze del fallimento. Così è stato dopo l'arrivo di Giuntoli, così rischia di esserlo con Comolli. Ma buttare giù e ricostruire ogni volta, benché possa sembrare l'unica strada, rischia di diventare il percorso che ti riporta sistematicamente al punto di partenza mentre gli altri vanno avanti lasciandoti indietro. Il febbraio nero della Juventus e di Spalletti hanno prodotto solo grandi delusioni: l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell'Atalanta, il pareggio interno contro la Lazio, la sconfitta di Milano contro l'Inter, la debacle nella gara d'andata contro il Galatasaray e il netto kappaò interno contro il Como. Tutto ciò incassando la bellezza di 15 gol a fronte dei soli 8 fatti. E nessuno degli otto gol fatti è stato realizzato da un attaccante: ci hanno dovuto pensare Kalulu, McKennie, Koopmeiners, Cambiaso e Locatelli a rendere meno pesante il passivo di questo febbraio più nero che bianco.
E così, adesso, la Juventus si trova nelle condizioni di dare una sterzata alla sua marcia: questa sera ci vorrà una vera e propria impresa contro il Galatasaray, non tanto per le insidie di Osimhen e compagni quanto per il fatto che l'inconsistenza sotto porta della squadra di Spalletti difficilmente sembrar risolvibile in pochi giorni. Comunque vada, biognerà archiviare velocemente tutto e recuperare idee ed energie per la delicatissima sfida di domenica sera contro la Roma all'Olimpico. Perdere contro i giallorossi significherebbe scivolare probabilmente (visto che il Napoli sarà impegnato a Verona) a -7 dal quarto posto con il rischio di essere scavalcati da Como e Atalanta. Sarebbe un disastro. Ma se le cose andassero bene sia stasera che domenica, arriverebbe un'iniezione di fiducia importante in una squadra totalmente a pezzi mentalmente e moralmente. Ora dipende tutto da Spalletti e dalla squadra. Bere o affogare. Vivere o morire.
Nel frattempo c'è un'altra partita che si sta giocando in casa Juventus, questa volta dietro le scrivanie. Non si può assolutamente sbagliare ancora una volta la programmazione, andare avanti con Spalletti, unica nota positiva della stagione, deve essere una priorità senza condizioni. Con o senza Champions, si riparta da lui. Con o senza Champions, se Elkann decidesse di fare un nuovo aumento di capitale sarebbe l'unica via per non buttare altri soldi. Ovviamente Comolli dovrebbe spegnere il computer e fidarsi delle indicazioni del tecnico e del direttore sportivo, perché ad oggi il suo mercato è stato letteralmente fallimentare.






