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Juve, a Firenze è pari con rimpianto, ma alla fine è decisivo Vicario

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Savi Carlone
per Bianconeranews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
autore Savi Carlone
09.11.2026 00:00Editoriale
Woltemade segna il primo gol in campionato e Bremer diventa capocannoniere bianconero con tre reti. E quel mani di Joao Mario...

Si sta come d'autunno sugli angoli alla Juve.

Non guerra di ungarettiana memoria, ma la trasferta di Firenze è storicamente roba che, ad un gol bianconero, perfino in tribuna è meglio non esultare. In campo, la sfida però rievoca la poesia di un secolo fa: Pellegrino infila il vantaggio da azione d'angolo, mentre ancora si sta facendo la conta delle linee bianconere e del fatto che si sia tornati di nuovo a quattro dietro. Resta il fatto che quattro, cinque, anche dieci, su corner la malattia è cronica.

Doveva star fuori Woltemade secondo alcune fonti, e invece il tedescone c'è e timbra la prima rete in campionato: guarda caso, ancora su assist di un Kolo Muani che, spostato sull'esterno, pare quasi rivitalizzato come avvenne anni fa a Mario Mandzukic. Nella testa di Luciano Spalletti girano numeri e giocatori alla ricerca dell'assetto migliore. Sicuramente, girano anche chissà quali improperi a fine primo tempo: la Juve che va al the caldo con il pari è tra le migliori dei primi tempi visti finora ed un punto è una miseria. Tanto vale farsi ancora del male in avvio di ripresa, andando ancora sotto. Qui il tecnico di Certaldo mischia alla ricerca del jolly e la Juve perde un po' le distanze, tornando ai sapori di partite senza capo né coda. 

Là dove gli angoli avevano penalizzato, così restituiscono. Bremer - tornato miglior marcatore bianconero con appena tre reti - la pareggia su azione da corner confusa, in cui il tocco del brasiliano dalle parti della spalla apre a qualsiasi interpretazione: e allora diventa una bagarre, con l'arbitro Colombo affannosamente alla ricerca di un equilibrio di giudizio, cartellini, fischi. L'ultimo quarto d'ora è materia da moviolisti. Spalletti e Kolo Muani ammoniti nell'arco di un minuto sono testimonianza di una direzione poco convincente. Evidente è il braccio larghissimo del viola Joao Mario che stoppa dentro l'area una palla tutt'altro che inattesa. Caso curioso: un anno fa il portoghese, in forza alla Juve, venne punito col rigore a Verona per un tocco molto più dubbio; in questo caso, né arbitro né VAR trovano motivo, opportunità, probabilmente coraggio per sancire un rigore apparso nettissimo. Pochi minuti dopo, Colombo soffia l'aria nel fischietto quando la Juve becca il gol ancora da angolo: il fallo dell'attaccante c'è ed è evidente. In questa salsa di episodi, nel ribaltone e controribaltone, viene fuori una chiusura molto simile alla gara col Sassuolo. La Juve stanca e sfilacciata, con dentro quattro giocatori d'attacco tutti insieme, non trova il guizzo decisivo davanti per vincerla: e becca un paio di azioni avversarie che questa volta non sono letali perché Vicario si supera.

Nelle mani del portiere bianconero resiste così un punto che, se non altro, dà continuità positiva a una striscia faticosamente costruita in settimana. Dopo la sosta, sarà necessario ribadire il processo di guarigione, magari recuperando anche qualche giocatore attualmente indisponibile.

per Bianconeranews.it

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