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Aveva ragione chi diceva che il calcio è semplice: ti diverti finché vinci. A Sarri è mancata la zampata “alla Allegri”. La Juve (per ora) si vede meglio in HD?

Sarri inciampa all'Olimpico e arrivano le critiche: tutto dipende dal risultato. Ci sono i presupposti per tornare a farlo, ma la Juve è un po' meno bulldozer.
10.12.2019 00:15 di Ivan Cardia    per tuttojuve.com   articolo letto 561 volte
Aveva ragione chi diceva che il calcio è semplice: ti diverti finché vinci. A Sarri è mancata la zampata “alla Allegri”. La Juve (per ora) si vede meglio in HD?

State a vedere che forse aveva ragione il buon vecchio Allegri. Protagonista della miglior intervista letta da diversi mesi a questa parte, ha ricordato ancora una volta la sua linea guida: il risultato. Se vinci sei bravo, se perdi no: è semplice, non servono elucubrazioni mentali. Giocare bene, giocare male, divertire o annoiare: ci si diverte vincendo, e infatti alla prima sconfitta (su 20 partite) di Maurizio Sarri pare che sia tutto da buttare. Non è così, ovviamente, ma la rivincita dei “risultatisti” è servita. Senza filosofie o sofismi: il risultato può dipendere o meno dalla prestazione, ma senza risultati a nessuno interessano le prestazioni. Va così in qualsiasi lavoro al mondo, non si capisce perché nel calcio dovrebbe essere diverso. Finché Sarri ha vinto è stato bravo, ora che ha perso finisce nell’occhio del ciclone. Domani tornerà a vincere, e sarà di nuovo bravo per tutti. Funziona così, inutile prendersi in giro.

State a vedere che avevamo ragione quando a metà agosto scrivevamo come il centrocampo fosse il reparto da rinforzare, mentre tutti si guardava all’attacco. Tolto Pjanic, e forse Matuidi, resta un pacchetto di buoni giocatori, senza grandi picchi. Per un motivo o per un altro, perché per esempio Ramsey li avrebbe pure, ma se gioca meno del 50% delle partite è difficile considerarlo a pieno regime. Contro la Lazio, la Juve ha perso la partita lì in mezzo, perché il bosniaco era sottotono, perché Emre Can dovrebbe fare qualcosa in più: il tedesco ha scalato gerarchie, ma se l’impatto è questo non si aiuta da solo nel cammino che dovrebbe riportarlo in lista Champions. Facciamoci caso: le uniche partite giocate per più di 45 minuti sono due pareggi e una sconfitta. Indizi, mica prove, per carità. Si torna sul mercato? Dopo le difficoltà estive in uscita, è improbabile. Si fa con quel che si ha, che non è certo poco, almeno fino a prova contraria.

State a vedere che a Sarri è mancata la zampata di Allegri. Non è nostalgia. Anzi: a scanso di equivoci, quanto visto finora basta a essere pur sempre fiduciosi. Il percorso in Champions parla chiaro, e i conti veri e propri si fanno da marzo in poi, mica ora. Nel corso degli ultimi cinque anni, però, la Juventus ha avuto più di un periodo di flessione. Non tantissimi, ma qualcuno sì. Su tutti all’inizio della seconda stagione del livornese. Quando tutti pensavano che avrebbe perso, quando tutti la vedevano in crisi, arrivava appunto la zampata. Chiamasi tale la capacità di prendere il proprio peggior momento e trasformarlo in un elemento di forza. Quando era ferita, la Juve degli ultimi cinque anni diventava un bulldozer, metteva la sesta e schiacciava qualsiasi malcapitato avversario le si parasse innanzi. Ora, Sarri e i suoi sono arrivati alla sfida con la Lazio così così, tra il pareggio col Sassuolo e il rendimento di alcuni (ci arriviamo) non proprio entusiasmante. E invece niente zampata, ha vinto chi era più in forma. Non è un dramma, è una constatazione.

State a vedere che Cristiano Ronaldo era, ancora una volta, il giocatore da togliere nel secondo tempo. Torniamo sempre lì. Perché parlare sempre di lui? Perché si è meritato di essere l’uomo copertina, quello di cui si parla sempre. Onore ma anche onere. Intendiamoci: rispetto al ronaldo degli ultimi tempi, quello dell’Olimpico è stato un po’ più Ronaldo. Ha segnato, è stato tra i migliori del primo tempo, insomma c’è vita e finché c’è vita c’è speranza di rivedere full time il CR7 “vero”. Però nel secondo tempo ha avuto incertezze, non ha inciso, si è fatto travolgere dalle difficoltà dei suoi compagni anziché trascinarli nel momento più complicato. È il punto è sempre quello: è peccato di lesa maestà, dire che anche Ronaldo può uscire dal campo? Che in questo momento l’accoppiata Higuain-Dybala funziona meglio? Sono entrambi in forma e in fiducia, se giocheranno a Leverkusen (all’orario di pubblicazione di questo editoriale Sarri non ha ancora parlato in conferenza stampa) ci aspettiamo una gran partita da entrambi. L’obiezione più semplice? Che la strategia di difendere, proteggere, dare tranquillità al proprio miglior giocatore ha un suo senso e darà i suoi frutti, nel lungo periodo. Perfetto, è una scelta legittima. Tutto ciò non ci toglie il dubbio, però, che al momento la Juve si veda un po’ meglio in HD.


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