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ESCLUSIVA TJ - Jacolino: "Pirlo? Gli auguro il meglio, ma potrebbe imbattersi in alcune difficoltà. Devo tutto ad Allodi e a mister Rabitti. Gentile, Cammarata e Binotto tra i più forti che ho allenato"

autore
Luca Cavallero
per Tuttojuve.com
lunedì 24 agosto 2020, 16:30Primo piano
autore Luca Cavallero
24.08.2020 16:30Primo piano
Image Sport
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Il Dna Juventus. Un insieme di componenti etiche di complessa decifrazione, spiegabili soltanto attraverso le parole di chi, la società, l'ha vissuta concretamente.

Da giovane aspirante calciatore a livello di Settore Giovanile (nel decennio 1959-1969), da componente effettivo della rosa (stagione 1969-1970) e, successivamente, anche nelle vesti di allenatore - nelle categorie attualmente denominate Under - tra il 1981 e il 1997.

Il riferimento è a Salvatore Jacolino, assimilabile al nuovo tecnico bianconero Andrea Pirlo - con le dovute proporzioni di paragone - per l'analogia del percorso e dell'identità (entrambi infatti ex calciatori Juventus, ritornativici - alla loro prima esperienza assoluta in panchina - da allenatori).

Mister, la scelta di Pirlo è stata motivata all'insegna della ricerca di una rinnovata juventinità. Qual è il tuo giudizio?

"Da juventino auguro il meglio a Pirlo. Del resto gli esempi di Zidane e Mancini sono emblematici: due allenatori che - senza alcun tipo di esperienza precedente - hanno assunto le redini della rispettiva prima squadra e hanno subito fatto bene. Tuttavia vorrei essere onesto, mettendo in evidenza un concetto".

Prego.

"Il mestiere dell'allenatore è pieno di insidie: l'esperienza, sotto questo aspetto, può risultare un fattore chiave. Sia chiaro: io spero che Pirlo faccia benissimo, però potrebbe riscontrare eventuali difficoltà. Credo, tuttavia, che la società lo abbia messo in preventivo".

Sei praticamente nato e cresciuto alla Juventus dal punto di vista calcistico: se ti chiedessi di scegliere un'istantanea?

"Ne ho tantissime. Per me la Juventus è tutto. Forse il primissimo ricordo che mi viene in mente risale a quando ero ragazzo: avevo smesso di studiare ed ero andato a lavorare in una stazione di servizio. Un giorno passò Italo Allodi, all'epoca Responsabile del Settore Giovanile della Juventus, e mi disse che dal giorno dopo quello non sarebbe più stato il mio lavoro: avrei fatto il calciatore. Sarò poi eternamente grato a Ercole Rabitti, allenatore che mi fece esordire nel 1968 a Bologna. Ricordo ancora il titolo del giorno dopo, su Tuttosport, incentrato su di me in prima pagina: "E' nata una stella!"".

Dietro alle tue parole sembra celarsi un rimpianto di fondo...

"Non si può fare la storia con i sè e con i ma. Più che stella potrei definirmi meteora e forse - chissà - avrei potuto fare qualcosa in più. Ma va bene così: sono comunque soddisfatto".

Alla Juventus diventasti poi allenatore di Settore Giovanile. Nel tuo ventennio di gestione tra le varie Under ne sono passati tanti: quelli più forti in assoluto?

"Non vorrei sminuire nessuno: alla Juve tutti i giovani che transitano nel Settore Giovanile sono di altissimo livello. Scontato dire Gentile, Cammarata e Binotto. Ho poi visto Del Piero da vicino ai suoi primissimi esordi con i bianconeri, seppur non avendolo allenato concretamente. Penso di aver inciso con il mio lavoro sul miglioramento di molti giocatori, com'è tipico di un allenatore di Settore Giovanile".

Quali differenze intercorrono tra la tua Juventus e quella attuale?

"Sono cambiati i tempi. Quando giocavo e allenavo io in Juventus, si contavano complessivamente 20-30 dipendenti; adesso saranno oltre 600. Ormai marketing e lato commerciale hanno acquisito una centralità che, ai miei tempi, non c'era".

Sotto l'aspetto sportivo e calcistico invece?

"E' proprio il calcio ad essere cambiato: adesso si disputano molte più partite, a diversi orari e si gioca ad intensità molto elevate. In questo senso credo che il segreto giusto sia scegliersi un ottimo preparatore atletico: la differenza sta tutta lì. Non bisogna scadere nell'errore di pensare che il ruolo del preparatore atletico sia secondario: bisogna sceglierlo molto accuratamente, proprio per i ritmi che impone il calcio di oggi".

per Tuttojuve.com

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