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Abbiamo la miglior squadra, ma siamo la peggior tifoseria d'Italia

autore
Enrico Danna
per Tuttojuve.com
lunedì 24 agosto 2020, 22:21Primo piano
autore Enrico Danna
24.08.2020 22:21Primo piano
Da nove anni a questa parte abbiamo la squadra più forte d’Italia. Da qualche anno a questa parte, abbiamo la tifoseria peggiore d’Italia. Per distacco netto, in entrambi i casi.

Da nove anni a questa parte abbiamo la squadra più forte d’Italia. Da qualche anno a questa parte, abbiamo la tifoseria peggiore d’Italia. Per distacco netto, in entrambi i casi. Ormai il tifoso (o chi si reputa tale) bianconero passa più tempo sui social ad inveire contro la Società, il proprio allenatore, i propri giocatori i propri simili che a sostenere la squadra. Ci sono le varie correnti di pensiero, schierate in fazioni che odiano, detestano e insultano chi non la pensa come loro. Ci sono le vedove contiane, allegriane, sarriane. Ci sono le vedove marottiane, gli haters di Paratici, gli haters di questo o quel giocatore, i nostalgici di questo o quell’altro, gli haters nostalgici che imputano alla Società qualunque tipo di colpa e chi più ne ha più ne metta.

Lo spartiacque, probabilmente, lo si è avuto dopo la finale di Cardiff, persa malamente contro il Real Madrid. Ecco, lì, una fetta del tifo juventino è decisamente sbroccata, come se vincere la Champions fosse qualcosa di facilmente programmabile o conseguibile attraverso lo schiocco delle dita. Se tifosi di altre squadre, giornalisti faziosi e haters del web sono ossessionati dalla Juventus, noi, come tifoseria, siamo sicuramente ossessionati dalla Coppa dalle grandi orecchie. Le ossessioni, però, non portano a nulla di buono: mai. Stiamo facendo esattamente il gioco di chi, da anni, spala grosse quantità di guano su qualsiasi cosa abbia a che fare con quella meravigliosa “J”. Ci stiamo e ci siamo cascati in pieno.

Invece di serrare le fila e rimanere compatti di fronte ai numerosi nemici, abbiamo cominciato a “sbranarci” tra di noi, dando ragione, di fatto, a coloro che contro di noi, combattono la loro personale battaglia quotidiana. Certo che siamo proprio dei fenomeni, non c’è che dire. Ci rendiamo conto che ci stiamo dando la zappa sui piedi da soli? La finiamo di parteggiare per questo o quello e torniamo a fare fronte comune?

Per carità: ognuno ha le proprie simpatie, le proprie opinioni, i propri stati d’animo (il sottoscritto dopo ogni sconfitta sbrocca, perché la sconfitta non mi fa dormire la notte stessa e anche quella successiva), ma s’è raggiunto il punto di non ritorno. Che poi, tutti questi leoni da tastiera, dove sono quando c’è da sostenere la squadra? Molti dei fenomeni del web nemmeno sanno dove si trova l’Allianz Stadium oppure, se lo sanno, sono tra coloro che, nelle rare occasioni in cui presenziano seduti (ovvio perché stare in piedi fa fatica ed è tipico di qui cattivoni degli ultras) sono talmente impegnati con selfie e dirette Instagram che non riescono a trovare due secondi per fare un coro.

E sì, perché il peggioramento della nostra tifoseria lo abbiamo visto anche nel modo di tifare (o non tifare) sugli spalti. Dagli anni della bolgia di uno Stadium che incuteva timore agli avversari, s’è passati ad un branco di mammolette imbolsite che non spaventerebbero nemmeno un criceto. Molti hanno esultato quando sono stati fatti fuori gli ultras: peccato che, da allora e fino a quando s’è potuto giocare a spalti aperti, l’Allianz Stadium sia diventato più silenzioso di un cimitero. (almeno in questo, alla ripresa del campionato, in giugno, i nostri giocatori non hanno sentito la differenza rispetto a prima). Il 7 agosto, giorno della decisiva gara col Lione (a porte chiuse) c’erano forse una cinquantina di tifosi ad aspettare la squadra. Al di là di tutte le restrizioni del periodo che stiamo vivendo, questo dato, esprime, da solo, ciò che oggi siamo: il nulla. Sui social, invece, tanto rumore, tanti fenomeni da circo, tanti urlatori utili come gatti attaccati agli zebedei.

Dirigenti, allenatori, giocatori vanno e vengono: la maglia resta ed è l’unica cosa che conta. Nove anni di vittorie, nove scudetti, coppe nazionali, supercoppe. Non vi basta? Potete sempre tifare per altre squadre, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Però mettetecela la faccia ogni tanto, perché nascondersi dietro una tastiera è roba da codardi.

per Tuttojuve.com

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