5 e 5 – Chi sale e chi scende dopo Atalanta-Juventus
Cinque segni più e cinque segni meno. Cinque punti di forza e cinque punti di debolezza o aree di miglioramento: cosa lascia Atalanta-Juventus, gara di Coppa Italia terminata 3-0 a casa dei bergamaschi. Chi sale e chi scende nel borsino bianconero.
CHI SALE: I SEGNI PIÙ
1 – Conceicao: il figlio d'arte è l'unico dei bianconeri che spinge, ci prova e vede la porta, compresa la traversa nel primo tempo. Checché ne dica il tecnico Spalletti, rispetto alla precisione del portoghese sotto porta, il portoghese resta il più pericoloso tra suoi.
2 – Locatelli: l'ex neroverde fa bene fin quando resta in campo, confermandosi metronomo e punto di riferimento del reparto mediano. E quando esce, per il fischiassimo Koopmeiners, fa sentire la sua mancanza.
3 – Boga: il nuovo arrivato entra bene e promette altrettanto. Dopo più di due mesi dall'ultima con il Nizza, l'ivoriano si distingue con accelerazioni e guizzi.
4 – Holm: il difensore non ha il tempo di incidere, in un momento complicato del match. Si tratta comunque di un nuovo acquisto che entra in campo appena arrivato a Torino. Ed è, già così, una buona notizia per la Juve.
5 – Gatti: l'ex Frosinone ritrova la titolarità, dopo l'infortunio al menisco e lo stop tra novembre e dicembre, ed è il meno peggio del reparto difensivo.
CHI SCENDE: I SEGNI MENO
1 – Kalulu: una delle peggiori versioni dell'ex Milan in bianconero. Il francese non è il solito punto di riferimento dietro e quando si sgancia è impreciso.
2 – Bremer: il brasiliano è autore del mani che porta al rigore trasformato da Scamacca, si ritrova ad avere responsabilità anche negli altri due gol dell'Atalanta a firma Sulemana e Pasalic.
3 – McKennie: l'americano non è il solito jolly in grado di garantire quantità e, soprattutto, qualità, in particolare in zona gol.
4 – David: il canadese è spento e poco reattivo quando chiamato in casa. Il Johnny visto contro l'Atalanta è poca magia.
5 – Le scelte di Spalletti: turnover ridotto e decisioni sui cambi rivedibili. Il tecnico cerca di farsi sentire nel corso del match, ma i suoi, questa volta, stanno poco ad ascoltarlo.






