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ESCLUSIVA TJ - Pasquale Bruno: "Mi aspettavo un Derby più combattuto da parte del Toro. La Juventus in Italia non ha rivali. Sui difensori di oggi..."

autore
Christian Pravatà
per Tuttojuve.com
lunedì 24 febbraio 2014, 17:00Primo piano
autore Christian Pravatà
24.02.2014 17:00Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Il Derby della Mole si è concluso con la vittoria per 1 a 0 della Juventus sul Torino di mister Ventura. Una partita che non ha regalato tantissime emozioni secondo Pasquale Bruno, ex giocatore di entrambe le squadre: bianconero dal 1987 al 1990 e granata dal 1990 al 1993, che ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttojuve.com:

Qual è il suo giudizio sul Derby?

Mi aspettavo di più dal Toro sinceramente, ero convinto che i giocatori granata, non avendo niente da perdere, potessero osare di più essendo un Derby. A parte gli ultimi venti minuti non ho visto il Toro fare davvero sul serio, a prescindere da qualche episodio discutibile, ma quelli si sa, fanno parte del gioco. Avrei combattuto di più verso questa Juventus che domina in Campionato. Mister Ventura è soddisfatto per non aver subito un passivo più alto, ma questa non deve essere una motivazione, perché a mio avviso in campo non c’era l’atteggiamento “da Derby”.

Quando giocavamo noi l’atmosfera prima dell’incontro si viveva in maniera straordinaria e si scendeva in campo motivati al massimo, ieri che senso ha avuto giocare solo l’ultima parte della sfida? Speravo di rivedere il Toro bello visto in questa stagione, soprattutto quello contro il Verona, una bella vittoria ottenuta con determinazione e grinta. Peccato, speriamo che comunque i granata continuino il Campionato come hanno fatto finora.

Lei vede possibile il piazzamento per l’Europa League?

Io spero che in futuro Torino abbia un’altra squadra in Europa, perché se lo merita per tradizione  e storia. Mi auguro che questo sia un anno di avvicinamento alle grandi tradizioni e ai fasti di un tempo. Tutti vogliano entrambe le squadre in alto perché è brutto vedere solo a Torino un dislivello tecnico che nelle altre città come Genova, Milano e Roma non c’è. Arrivare tra i primi cinque in Campionato sarebbe il giusto premio per il lavoro svolto, se lo meritano tutti dai giocatori ai dirigenti.

In Europa il cammino non è mai facile per le italiane

Io sono d’accordo con quello che ha detto Capello, cioè che in Italia la Juventus non ha rivali all’altezza. Ci può stare che le quattro squadre impegnate nell’Europa League fatichino e ambiscano ad arrivare più avanti possibile, purtroppo fuori dai nostri confini il modo di giocare è molto diverso: gli avversari fanno molto affidamento sulla fisicità e la corsa, come per esempio le squadre turche come il Trabzonspor. Vedere lo Swansea, nella parte bassa della Premier, tener testa al Napoli, terzo nella Serie A, deve farci riflettere, ma quello è lo specchio del livello competitivo in Italia. Nonostante queste difficoltà però sono fiducioso e dico che tutte e quattro riusciranno a passare questo turno. Vedremo se capiterà una bella sfida tra Juventus e Fiorentina…i miei ricordi corrono alla finale di Coppa Uefa del 1990 e dico solo: saranno cavoli amari! (ride, ndr).

Lei è stato un difensore dotato di grande cattiveria agonistica, si rivede nei difensori del Torino di oggi come Maksimovic?

Io credo che Maksimovic, Glick, Moretti siano buoni giocatori, ma il problema è che non c’è nessun altro grande difensore in Italia come lo erano prima Cannavaro e Nesta. Questo è un problema generale in chiave nazionale: Barzagli, Chiellini e Bonucci dominano in Italia ma già contro le squadre estere faticano, ricordiamoci contro il Bayern Monaco o contro il Galtasaray, se fossi nei panni di Prandelli mi preoccuperei un bel po’.

Lei che vive tra Italia ed Inghilterra avrebbe qualche consiglio di Mercato per le nostre squadre?

L’unico consiglio che posso dare è di provare a sondare i mercati del Nord Europa: Norvegia, Svezia, Danimarca, in questi paesi si trovano professionisti seri, senza problemi di lontananza o nostalgia di casa (come per esempio i sudamericani) e soprattutto senza un costo eccessivo. In Inghilterra, Germania e Olanda i club lo fanno, perché non cominciare a farlo anche da noi?

per Tuttojuve.com

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