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ESCLUSIVA TJ - Mariella Scirea: "Meno due al Club Doc Day, tutto sull'evento e sui progetti per i tifosi. Numeri record per il CCJCD. Cori discriminatori e violenze? Ho una proposta drastica..."

autore
Redazione TuttoJuve
Fonte: Intervista realizzata da Francesca Simonelli
venerdì 21 febbraio 2014, 15:00Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
21.02.2014 15:00Primo piano
Il presidente del "Centro Coordinamento Juventus Club Doc" a ruota libera: "Quest'anno superati gli 87.000 iscritti e i 50 club all'estero! Stemma Juventus riconosciuto in tutto il mondo". Su violenza e razzismo: "Chiuderei gli stadi ai tifosi ospiti

A due giorni dal "Club Doc Day 2014", tradizionale incontro tra la società bianconera e tutti i Club del mondo ufficialmente riconosciuti, la redazione di Tuttojuve.com ha intervistato la juventina "Doc" Mariella Scirea, presidente del Centro Coordinamento Juventus Club Doc. Con la moglie dell'indimenticato campione della Juventus e della Nazionale italiana,  Gaetano Scirea, abbiamo parlato dell'imminente raduno annuale dei Club Doc, delle numerose attività del CCJCD e dei mali che affliggono gli stadi italiani, tra violenza e cori discriminatori.  

Quale attività svolge il Centro di Coordinamento Club?
"Noi, come Centro Coordinamento Juventus Club Doc, coordiniamo tutti i Club italiani ed esteri che si sono associati in un unico Club, che può essere chiamato Francia, Svizzera. Non è che porta un solo nome, può portare Gaetano Scirea, Giorgio Chiellini, Dino Zoff, Bettega, eccetera. La nostra caratteristica è proprio quella di coordinare i Club in tutti i servizi che possono servire per la loro attività. Fungiamo da trait-d'union tra i Club e la Juventus".

Ovviamente si parla di Club ufficialmente riconosciuti dalla Juventus...
"Gli unici club che vengono riconosciuti dal Centro di Coordinamento: si iscrivono, ogni club ci manda il nominativo del proprio associato, quindi noi abbiamo degli elenchi non indifferenti. Quest'anno abbiamo superato gli 86.000-87.000 iscritti".

Quali sono le regioni italiane in cui c'è una maggiore presenza di Club Doc?
"Quest'anno abbiamo superato i 50 club all'estero. Abbiamo circa 480 club in tutto il mondo, anche in Kuwait, a Dubai, in Svizzera, a New York, a Kabul, in Francia, in Russia. Insomma, ne abbiamo un po' dappertutto. In tutto il mondo nascono Club Doc bianconeri. Persino a Sidney, in Australia. Lo stemma della Juventus è riconosciuto in tutto il mondo".

Come è strutturato il Centro Coordinamento Juventus Club Doc?
"Noi facciamo tante attività. Il Centro Coordinamento è presieduto da me, poi c'è l'avvocato Lello Roberto che è il responsabile amministrativo, poi c'è il responsabile organizzativo che è Fiammetta Bruno. Poi abbiamo due ragazzi, Alex e Francesco, che si occupano della biglietteria e della segreteria. E' un ufficio che lavora molto, perchè il lavoro non  è limitato alla partita, ma si lavora tutta la settimana. 

Domenica ci sarà un importante appuntamento a Torino: il raduno annuale dei Club Doc, il "Club Doc Day 2014". Come è nata questa iniziativa e in che cosa consiste?
"Il Club Doc Day lo abbiamo voluto a tutti i costi per ringraziare i Club Doc. Avremo tanti ospiti: il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il direttore generale Marotta, Nedved, l'amministratore delegato Mazzia... Sarà una giornata in cui saranno presenti i vertici della Juventus: incontreranno i presidenti dei Club, che sono i rappresentanti dei loro soci. Invitiamo tutti i presidenti dei Club Doc, perchè vogliamo ringraziarli per la loro presenza e per tutto quello che loro fanno, perchè senza di loro non ci sarebbe il Centro di Coordinamento e senza di loro non ci sarebbe tutta questa marea di entusiasmo che c'è intorno alla Juventus. E nello stesso tempo, per ricordare quello che si è fatto durante l'anno e per illustrare le prospettive ed i programmi del Centro Coordinamento per il futuro, quello che farà, con nuovi contatti. Noi lavoriamo molto sotto questo aspetto, facciamo incontri regionali, anche dove la Juventus va a giocare. Una volta i giocatori andavano presso i Club - ai tempi di mio marito ad esempio -, ma oggi non è più possibile perchè i giocatori sono impegnatissimi su tanti fronti, ci sono gli sponsor, ci sono tante cose. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Allora cosa facciamo? La sera prima della gara, organizziamo nella sede del ritiro della squadra, negli alberghi dove ci sono i giocatori, un incontro con tutti i presidenti della regione e facciamo una sorta di convegno dove si trattano tanti argomenti, come i divieti allo stadio, l'approccio dei bambini verso la squadra di calcio e verso lo sport in generale. Facciamo in modo che lo sport non sia fine a sé stesso, ma deve essere anche cultura, educazione. Viene sempre un dirigente ad incontrare i tifosi, i presidenti dei Club, e poi vengono anche alcuni calciatori. Io ho un ottimo rapporto con tutti i giocatori e la società ci mette a disposizione alcuni di loro, che vengono a presenziare, a salutare e ad accontentare i tifosi, perchè poi quello che i tifosi vogliono dal giocatore è l'autografo, è la foto. Sono tutte iniziative realizzate dal Centro di Coordinamento e devo dire grazie anche alla grande disponibilità della società Juventus e della squadra".

Domenica è una giornata particolare perchè c'è anche il Derby...
"Sì, ma il Club Day è la giornata dei Club, cominceremo alle 10 del mattino, andremo avanti a chiacchierare, a fare, fino alle 12, alle 12.30, poi si mangerà qualcosa, verrà offerto un rinfresco. E' molto bello perchè si arriva ad essere un tutt'uno: la società, i dirigenti, i tifosi e noi del Centro Coordinamento. E' una giornata che i nostri tifosi aspettano tutto l'anno, perchè i tifosi vogliono sentirsi parte della società. E questa è un'occasione per dare loro l'opportunità di dire: io ci sono, ci siamo, stiamo lavorando per voi".

Lei parlava dei valori dello sport, dell'educazione dei piccoli tifosi. Cosa pensa della chiusura delle Curve per i cori discriminatori? Cori che hanno portato anche alla chiusura della Curva che porta il nome di suo marito. 
"Devo dire la verità, sarei molto drastica sotto questo aspetto: io chiuderei completamente le curve ai tifosi ospiti. E' un'opinione mia personale, poi non è detto che sia quella giusta, la mia idea sarebbe quella. Ormai sono troppi anni che si parla di violenza, ormai sono troppi anni che si è cercato di trovare delle soluzioni che non si sono dimostrate risolutive, perchè anche la tessera del tifoso è stato un palliativo, non ha risolto nulla sotto questo aspetto. Oggi come oggi reputo che si debba trovare una soluzione e l'unica soluzione è quella di vietare alla squadra ospite di essere accompagnata dai propri tifosi. Ognuno si vede la sua partita, nel proprio stadio, con tutti i propri tifosi, così si eviterebbe la violenza, si eviterebbe lo scontro, si eviterebbero cose di questo genere. Capisco che sarebe un provvedimento molto drastico, però forse ci arriveremo. Perchè se non si riesce a trovare nessun rimedio - se ne parla da anni di questa situazione - non restano altre soluzioni. Queste frange tifosi si vestono con i colori di una squadra più per essere protagonisti che per l'attaccamento alla squadra stessa. Dal mio punto di vista, chi nasce violento, è violento. Per diventare protagonista, uno si veste con una maglia politica o sportiva. Questo è un sentimento che va approfondito e non si può parlarne in tre secondi".

Ieri la Juventus ha giocato e vinto contro il Trabzonspor. I tifosi dei Club Doc sentono molto l'appuntamento con l'Europa League?
"Sono molto sentite queste gare europee, anche perchè c'è la grande voglia di essere protagonisti anche in campo internazionale, visto che si è vinto il campionato per due anni consecutivi. Quindi il tifoso desidera che una squadra come la Juventus possa dire qualcosa anche al di fuori dei confini nazionali. Ieri sera c'era grande aspettativa, c'è l'aspettativa di andare bene in Europa League".

Ci sono dei Club Doc anche in Turchia?
"In Turchia non ne abbiamo, però non è detto che possa avvenire, anche perchè, ripeto, ne abbiamo in Russia, quindi certamente ci sarà l'opportunità di avere qualche punto di riferimento anche in Turchia".

Ci sono in cantiere altre iniziative rivolte ai Club Doc?
"Sì, l'idea è quella di iniziare un tour nelle varie regioni dove la Juventus non gioca: per esempio, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Molise, in Abruzzo, in Umbria, nelle regioni dove purtroppo non essendoci squadre nella massima categoria, non si ha l'occasione di svolgere incontri. Effettivamente noi abbiamo una grande popolazione juventina in queste regioni e pertanto il nostro progetto sarebbe quello di fare un piccolo tour. Magari non con i giocatori, perchè sono impegnati tra il campionato, la coppa e la Nazionale, con il Mondiale alle porte. Magari aggregheremo le Legends. Voi sapete che c'è questo progetto della Juventus, il "Legends Club", un contenitore bellissimo, di grande impatto, dove tutti i giocatori che hanno giocato nella Juventus, che hanno lasciato un'impronta, che hanno dato molto e hanno fatto sì che la storia della Juventus diventasse sempre più grande, vengono contattati, fanno parte di questo mondo juventino. Noi avremmo l'opportunità di avere alcune leggende bianconere per questo tour nelle regioni che non hanno la fortuna di accogliere la Juventus".

Ringraziamo per la disponibilità Mariella Scirea, il Centro Coordinamento Juventus Club Doc e l'ufficio stampa della Juventus.

Per conoscere meglio tutte le attività del Centro Coordinamento Juventus Club Doc, visitate il sito internet http://www.juventusclubdoc.it/

Fonte: Intervista realizzata da Francesca Simonelli

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