LIVE - TEVEZ integrale: "Derby complicato. Non ce l'avevo con Immobile. Conte gran campione, nessuno come lui. A Torino sto bene. Champions sogno di tutti, speriamo si avveri. Su Llorente, Del Piero e Balo..."
Redazione TuttoJuve
Come anticipato ieri, Carlitos Tevez ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Giovanni Guardalà per Sky Sport 24. Tuttojuve.com riporta le prime "pillole", mandate in onda dal canale satellitare;
Avete cominciato bene l'avventura in Europa League...
"Sono stato contento perché la squadra ha vinto 2-0, poi se segno o no per me non è importante. Credo che quando meno pensi al gol, poi sia più facile segnare. Non è che diventi pazzo. La Champions è andata, adesso dobbiamo pensare all’Europa League e fare un buon campionato in Italia. Ci teniamo alla coppa e vogliamo affrontarla con personalità.
Domenica troverete un Torino in grande forma...
"Credo che il Torino sia una squadra molto forte che all'andata in casa loro ci ha messo in difficoltà. Credo che sarà una sfida complicata per noi".
Immobile se l'è presa perchè ha postato la foto della tua caviglia su twitter, dopo il fallo che ti ha fatto all'andata...
"No, non l'ho postata contro di lui. Non l'ho mostrata contro Immobile, solo che i tifosi del Torino si sono arrabbiati per il gol che era in fuorigioco. Per questo ho postato la foto. Perchè si dice sempre che l'arbitro sbaglia a favore della Juventus, così la Juventus vince... Ma io non sono d'accordo. Non ce l'avevo con Immobile. Questo è il calcio, non era contro di lui, ma per chi critica sempre la Juventus per gli episodi a favore".
Che giudizio dai su di lui? Sta segnando tanto…
"È molto in forma, dobbiamo stare attenti a lui perché sta molto bene. È un gran giocatore, non mi piace parlare male dei colleghi perché facciamo lo stesso lavoro, per questo ho grande rispetto".
I tifosi ti sono sempre molto vicini...
"Voglio ringraziarli per tutto quello che mi danno, vorrei ringraziarli in campo, con la mia squadra che è la Juventus. La nazionale adesso per me è la Juventus, li ringrazio per l’appoggio che mi danno".
È vero che dopo i primi giorni di lavoro in ritiro hai chiesto ai tuoi compagni: “Ma dov’è il pallone? Ho firmato tre anni per giocare a calcio”.
"È vero, la prima settimana eravamo concentrati e correvamo, correvamo, correvamo e basta. Allora ho chiesto: “Ma quando usiamo il pallone?”. In una settimana non l’avevo mai visto".
Con Conte c’è stato subito un bel rapporto. Cosa ti piace di lui?
"Mi piace perchè è un campione del calcio. Non vuole perdere nulla, vuole sempre vincere tutto. Non lascia niente al caso prima della partita, credo che prepari la partita come nessuno. E' un gran campione".
Llorente?
"Giocare vicino a lui è come avere la certezza di fare sicuramente un gol. Dà tranquillità averlo vicino, è importante giocarlo vicino a lui".
Tu sei un bad boy?
"Sempre mi sento un bad boy (ride, ndr…). No, non mi sento un bad boy, ma è come se lo fossi".
Balotelli è un bad boy.
"No, io credo che i giornalisti e la gente pensino a Balotelli come un bad boy, più di noi che lo conosciamo davvero. Mario è un ragazzo molto buono, sempre sorridente, che sta bene".
Del Piero?
"Dal momento in cui sono arrivato alla Juventus ho sempre rispettato la maglia numero 10 per il grande giocatore che l’ha sempre indossata. Per i tifosi è un numero importante, un simbolo. Quando metto la maglia della Juventus non mi interessa il numero che ho sulle spalle. So che devo dare il massimo per lo stemma della Juventus, per quello che rappresenta lo stemma della Juventus. Non mi interessa il numero 10 o il numero 32 o qualsiasi altro numero sulla schiena. Devo dare tutto per il club".
Che messaggio vuoi mandare ai tifosi? Quanto tempo resterai qui?
"Credo che resterò qui quanto basta; sto bene a Torino, siamo impegnati nel campionato e in Europa. Sto bene qua e voglio ringraziare i tifosi per l'affetto che mi danno".
Fino a vincere la Champions League?
"E' il sogno di tutti, speriamo che questo succeda. Che si possa vincere la Champions... ".
Hai avuto un'infanzia difficile. Quando ti sei accorto di poter uscire da quella realtà per poter diventare un campione?
"Non mi sono reso conto di questo cambiamento. Il tempo passava e mi accorgevo che stavo diventando sempre più forte, fino a quando è arrivato il momento di giocare nel Boca. Il tempo passa e non ci si accorge di cambiare".
Quando guardi la tua foto da bambino mentre giochi a calcio per strada, qual è il tuo primo pensiero?
"La prima cosa che mi viene in mente è quello che mi è costato arrivare dove sono oggi. Bisogna sempre ricordarsi dei sacrifici fatti. E' sempre questo il mio primo pensiero. Ringrazio mia madre e mio padre, sono l'uomo che sono diventato grazie a loro. Li ringrazio per avermi educato così e per il loro sostegno".(redazione Tuttojuve.com)
I tifosi della Juventus si sono chiesti perchè Carlitos Tevez, dopo i gol, non mostri più le maglie con i messaggi che eravamo abituati a vedere nella prima parte della stagione. L'attaccante argentino lo ha spiegato ai microfoni di Sky Sport, in un passaggio trasmesso al di fuori dell'intervista integrale andata in onda in queste ore. Ecco quanto evidenziato da Tuttojuve.com: "Si è parlato molto del fatto che si tratta di una questione politica, che lo farei per andare al Mondiale. Quindi ho smesso di farlo, ma ricomincerò dopo il Mondiale, perchè lo faccio soltanto per la gente che mi ha sempre seguito, che mi guarda e trova la forza vedendomi giocare. E' per loro, la politica non ha niente a che vedere, perciò per il momento non lo faccio".
Presto potrebbero proibire l'esposizione di messaggi sotto la maglia da gioco...
"Non capirei nemmeno il motivo di un divieto. Ognuno è libero di festeggiare i gol come preferisce. E' come togliere al calcio la passione che tutti vogliono vedere. Il calcio è passione. Queste misure la limitano".
Tevez ha raccontato anche quello che gli è passato per la testa nel momento in cui c'era stata quella famosa lite al Manchester City con Roberto Mancini, con conseguente allontanamento: "Quando ho avuto problemi con Mancini ho pensato anche di smettere di giocare, era più importante stare con la mia famiglia e stare tranquillo piuttosto che continuare a giocare".
Con Mancini ora va tutto bene?
"Sì, sì".


