ESCLUSIVA TJ - Giorgio Perinetti racconta Conte: “E’ ambizioso e ha la stima dei colleghi. Polemica con Prandelli? Serve più comunicazione”
Redazione TuttoJuve
L’uomo del momento è certamente Antonio Conte. Seconda Panchina d’Oro in due anni per il tecnico bianconero, che conquista le prime pagine non più soltanto per i successi della Juventus. La redazione di TuttoJuve.com ha intervistato in esclusiva il direttore dell’Area Tecnica del Palermo, Giorgio Perinetti, che ha lavorato con il tecnico pugliese ai tempi di Bari e Siena.
“Riuscire a ricevere per due anni di fila la Panchina d’Oro significa non solo aver fatto risultati che portano poi a questo riconoscimento, ma soprattutto avere la stima dei colleghi, che è una cosa molto più difficile. Il fatto che sia stato rivotato dagli altri allenatori vuol dire proprio che Conte sta lasciando il segno nel nostro campionato per il modo in cui gestisce la squadra, per come la fa giocare, per i risultati ottenuti. Premio assolutamente meritato e reso ancora più importante, ripeto, dal fatto che arrivi dai colleghi”.
Lei ha lavorato con Conte ai tempi di Bari e Siena. Lo trova cambiato ad oggi come allenatore e come uomo?
“Io ho conosciuto il primissimo Conte, un ragazzo ambizioso, del quale si intuivano già le capacità speciali. E’ chiaro che all’epoca era anche più giovane, quindi l’esperienza fatta in panchina gli è servita a maturare anche come professionista. Oggi sicuramente è un allenatore più bravo e più esperto di quando ha iniziato, ma questo è normale, anche perché lui ha una grande ambizione, vuole sempre migliorare, vuole sempre aggiornarsi, e questo lo fa rendere sempre di più”.
Come giudica la polemica Conte-Prandelli rispetto alla convocazione di Chiellini?
“Conte è molto diretto, Prandelli pure. E’ una questione che risolveranno sicuramente loro, sono professionisti eccellenti. Quello che penso io è che nel rapporto tra squadre di club e Nazionale ci vuole più comunicazione a tutti i livelli, quindi in questo dobbiamo fare passi avanti. All’Estero funziona così e noi dobbiamo adeguarci a fare lo stesso proprio per aiutare la Nazionale a crescere, nel rispetto ovviamente delle esigenze dei club”.
Ci dà qualche aggiornamento sui giovani in comproprietà con la Juventus? Come sta, ad esempio, Lanini?
“Lanini è stato un po’ incauto all’inizio, perché aveva un dolore alla caviglia e ci ha giocato sopra, quindi poi si è dovuto fermare proprio per recuperare bene. I nostri giovani in questo periodo sono un po’ acciaccati, da Belotti a Hernandez”.
A proposito di Belotti, ci conferma l’interesse della Juventus per l’attaccante?
“Credo che Belotti debba confermarsi, cosa che farà sicuramente, ne sono convinto, e da quel momento potrà essere avvicinato dai più grandi club, però per ora aspettiamo che si confermi. Il ragazzo ad oggi è fermo da due mesi, quindi speriamo rientri e si riproponga come ha fatto inizialmente, per avere delle attenzioni”.


