13 gennaio 1984, muore Fulvio Bernardini. Ex Lazio e Roma, era malato di SLA da tre anni
Il 13 gennaio del 1984 moriva Fulvio Bernardini. Giocatore sia di Lazio (sette anni) che di Roma (undici), vincitore della medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1928 - che in Uruguay paragonano al Mondiale - lasciava le sue spoglie terrestri all'età di 79 anni a causa di sclerosi laterale amiotrofica (più comunemente chiamata SLA) diagnosticatagli tre anni prima.
Le cause però saranno note solo anni dopo, perché non c'erano ipotesi di correlazione fra l'insorgere della malattia con attività agonistica. Nato il 28 dicembre del 1905, viene registrato all'anagrafe solamente il primo gennaio del 1906. Inizialmente era chiamato Bernardini II, perché il fratello maggiore Vittorio era anch'esso calciatore (Bernardini I) e poi c'era l'omonimo Egisto, Bernardini III, entrambi di proprietà della Lazio.
Bernardini incomincia come portiere titolare nel 1919, nella Lazio, salvo poi subire una botta alla testa ed essere spostato in attacco. Poi da centrale difensivo. Il 22 marzo del 2025 viene convocato in Nazionale, prima volta per un giocatore del centro sud, per la partita fra Italia e Francia, vinta per sette a zero e giocata a Torino. Dopo la Lazio giocherà all'Inter, segnando 27 gol in 58 partite, salvo poi passare alla Roma, diventandone un punto di forza. Non giocò però i Mondiali del 1934 e del 1938. Vittorio Pozzo dirà: "Fulvio gioca troppo bene per essere capito dai compagni".
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