27 gennaio 2002, il Milan affonda contro l'Udinese. I friulani rimontano dallo 0-2
Il 27 gennaio del 2002, a San Siro, il Milan ospita l'Udinese in quella che è la ventesima giornata di Serie A. I rossoneri schierano un inedito attacco con Andriy Shevchenko, icona di quegli anni, e José Mari, forse anche lui, ma al contrario, visto che lo spagnolo arriva con grandi aspettative ma non riuscirà a lasciare il segno più di tanto.
In panchina c'è Carlo Ancelotti. Ma non aveva iniziato la stagione, perché era stato Fatih Terim a farlo, dalla prima alla decima giornata, con un Milan che rischiava di sprofondare e non accedere alla Champions League. Alla fine sarà quarto posto, tirato per i capelli, e soprattutto vittoria della Coppa nella stagione successiva, nella straordinaria quanto drammatica finale di Manchester contro la Juventus.
Inizierebbe bene, il Milan, quel giorno. Al sesto minuto rigore di Shevchenko, poi al quattordicesimo raddoppio di Serginho. Un quarto d'ora e una grande squadra avrebbe serrato la porta per agire in contropiede. Invece Muzzi riapre poco dopo la mezz'ora, ma nel secondo tempo si consuma il patatrac: prima Scarlato - entrato al venticinquesimo per Manfredini - e poi Jorgensen mettono il punto esclamativo sulla rimonta friulana.
Milan-Udinese 2-3
Marcatori: 6' rig. Shevchenko, 14' Serginho, 34' Muzzi, 53' Scarlato, 78' Jorgensen
Milan
Abbiati, Helveg, Costacurta (73' Laursen), Chamot, Kaladze, Contra (69' Pirlo), Albertini, Donati, Serginho, Shevchenko, José Mari (74' Javi Moreno)
Allenatore: Ancelotti
Udinese
Turci, Gargo, Manfredini, (26’ Scarlato), Sottil; Helguera, Pinzi )70' Jorgensen), Pizarro, Helguera, Pieri, Muzzi, Di Michele (73' Iaquinta).
Allenatore: Ventura
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