Ravanelli: "Se dovessimo riproporre i nostri allenamenti alla Juve oggi... sarebbe un suicidio"
Ospite della fondazione Vialli e Mauro al Teatro Regio di Torino, Fabrizio Ravanelli ha parlato così dell'ex compagno, scomparso tre anni fa: "Credo che ricordare Gianluca da parte nostra sia regolato perché è stato un punto di riferimento per tutto il nostro gruppo. E' logico che quando si torna a Torino, soprattutto perché gli uomini come me dopo tutti gli anni c'è una grande emozione, ma è più ancora quando si diventa a raccontare una persona straordinaria. Quando ero piccolo lui è stato il mio eroe, il mio simbolo, ho sempre cercato di emularlo. Poi ritrovandolo in squadra è stata qualcosa di incredibile, vivere insieme a lui in momenti indimenticabili, poter vivere la camera insieme. Gianluca è stato un esempio per tutti quanti, non era mai banale, ogni volta che gli chiedevo suggerimenti erano sempre quelli giusti. Credo che meriti tutto il ricordo possibile".
Avete vissuto quella notte straordinaria a Roma, con il tuo gol, con i calci di rigore, insomma, con tante emozioni. Pensando a quella Juve, a quella squadra di straordinari campioni, pensando alla Juve di oggi, secondo te quanto ci vuole ancora a questa società, a questa squadra per tornare a quei livelli?
"Io credo che si stiano iniziando a rimettere le basi per poter costruire un ciclo vincente, perché credo che Comolli e allenatore sono due persone competenti, che sanno il fatto loro, sanno creare quello spirito di gruppo, quel senso d'appartenenza che avevamo noi. Noi eravamo entrati in una mentalità incredibile, perché la nostra era la competizione, era l'allenamento, non c'era solo la competizione della domenica, non c'era solo un lottare tecnicamente, ma c'era anche un lottare continuamente con gli sforzi che facevamo durante la settimana. Se oggi credo noi dovessimo riproporre il nostro allenamento che facevamo all'epoca, sarebbe veramente un suicidio per tanti giocatori, perché erano allenamenti veramente strazianti. Credo che quei sacrifici lì hanno portato anche grandi successi non solo nella qualità tecnica o nel livello umano della squadra, ma quei giocatori lì erano sempre pronti a sacrificare il loro fisico per la Juventus".
Cosa ti ricorda un po' la Juventus che era la tua di quella di oggi?
"Credo che la Juventus di oggi sia la cosa bella, soprattutto in questo ultimo mese, che la squadra gioca veramente bene, sta giocando bene. Mi piace soprattutto la fase di riconquista della palla, quando hanno avuto la bravura e l'opportunità di andare in vantaggio hanno sempre spinto sull'acceleratore. Poi per quelle cose che oggi non vadano per il meglio, è la finalizzazione, facciamo un po' troppo fatica, perché perdere una partita con l'80% di possesso palla è assurdo. Credo che la Juventus debba migliorare soprattutto in questo senso, poi credo che ci siano tutte le basi con la società, i donatori, i giocatori per poter riuscire a vincere".
Il campionato deve pensare solo alla Champions, al quarto posto, e in Champions può arrivare oltre gli ottavi, può qualificarsi per il play-off, cosa puoi fare?
"Questa squadra credo che sia capace di qualsiasi exploit, lo abbiamo visto, sta crescendo. Sicuramente la sconfitta di Cagliari fa veramente male, perché se avessimo vinto con il Cagliari avremmo dato continuità ad un ciclo importante nonostante il punto con il Lecce. Oggi questa squadra credo che debba migliorare soprattutto nell'essere civica, nel cercare di migliorare nella finalizzazione, perché può non solo entrare nelle prime quattro e perché no superare anche i turni in Champions, e essere forse quella mina vagante che spesso non rispecchia il blasone della società Juventus, perché di solito la Juventus è stata sempre una squadra che metteva paura a livello internazionale, quindi mi auguro che possa tornare prima possibile a far paura anche agli avversari".
Una domanda sugli attaccanti della Juve: Vlahovic è infortunato, David è molto criticato, Openda non sta facendo bene, Yildiz è sicuramente il futuro e qualcuno con quel dieci sulla schiena lo paragona ad Alessandro, dammi un po' giudizio su questi quattro.
"Per quanto riguarda Yildiz mi auguro sia il futuro della Juventus, il nuovo futuro capitano, credo che la Juventus abitui dei numeri dieci da Platini e Baggio, dei mostri sacri, e poter essere avvicinato a loro credo che sia in questo momento forse anche un po' azzardato, ma credo che per quello che ci ha fatto vedere, credo che abbia tutte le possibilità per diventare uno straordinario giocatore, soprattutto per la determinazione e la volontà, mi sembra un ragazzo molto maturo, un ragazzo intelligente, con una grande cultura del lavoro dall'esterno, non lo conosco personalmente, ma mi sembra un ragazzo veramente pronto a prendere la leadership di questa Juventus. Poi per quanto riguarda Vlahovic, peccato che sia fatto male, ma sicuramente la parentesi di Juventus non è stata per lui un capitolo positivo. Invece per quanto riguarda Openda e David, sono due giocatori che forse in questo momento a loro manca soprattutto la tranquillità, mi sembrano due giocatori spaventati, ogni qualvolta entrano in campo, invece secondo me devono entrare in campo tranquilli, è vero che è una maglia che pesa, ma soprattutto in questi momenti si vedono i giocatori da Juventus o no, bisogna reagire e capire che quando scendi in campo indossi una maglia talmente gloriosa che devi mettere il cuore oltre l'ostacolo".
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