Vaciago: "Caso Kalulu un brutto scarabocchio dove sbagliano tutti tranne chi è stato punito"
Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza definitiva: niente grazia sportiva per Pierre Kalulu dopo il rosso rimediato una settimana fa per la simulazione di Bastoni durante Inter-Juventus. La FIGC ha detto no alla possibilità per il francese di non scontare la squalifica, che quindi salterà la gara in programma quest'oggi alle 15:00 contro il Como.
Una decisione che il direttore di Tuttosport Guido Vaciago ha commentato così: "Kalulu, l’unico che non ha combinato niente di male, oggi non può giocare; Bastoni, che ha simulato e poi si è bullato della cosa esultando, oggi gioca regolarmente; La Penna, vittima della sua distrazione, certamente, ma anche della trappola che Bastoni gli ha teso, non arbitrerà nessuna partita per un mesetto e, probabilmente, ha smesso di fischiare ad alto livello per un bel po’. Se, unendo i puntini delle ultime vicende, vi apparirà uno scarabocchio brutto e incomprensibile, non avete sbagliato niente. È il sistema calcio che sta sbagliando tutto (o quasi). C’è qualcosa che non funziona se l’ammissione di colpa di Bastoni e il riconoscimento dell’errore da parte degli arbitri non bastano a sanare un’ingiustizia di tale portata e nessuno, dal presidente federale in giù, sente il bisogno di affacciarsi un attimo a spiegare il perché".
E ancora: "In questo c’è una sconfortante assonanza con lo spensierato stile di vita del calcio italiano, recinto dove tutti parlano e nessuno fa. Esempio: tutti dicono che ci sono troppe squadre, nessuno fa la riforma dei campionati. E tutti dicono che servono gli stadi, ma non si muove un mattone. E tutti dicono che bisogna puntare sui giovani, nessuno li schiera a meno che sia costretto. Il caso Kalulu è minuscolo, se n’è parlato pure troppo, quindi chiudiamolo con la partita di oggi che il francese guarderà, ingiustamente, dalla tribuna. Ma ricordiamoci che il caso Kalulu è dannatamente esemplare del perché il calcio italiano si è impantanato perdendo terreno rispetto alla galoppante modernità degli ultimi vent’anni. Chi poteva fare qualcosa non l’ha fatto e non ne ha pagato le conseguenze (anzi, in alcuni casi è stato pure premiato). Un settore, che ha un impatto sul Pil di 12,4 miliardi e genera quasi 7 miliardi di ricavi diretti, è gestito da una governance spesso poco preparata, quasi mai laureata, con poca conoscenza delle lingue e dove per denigrare e zittire un dirigente avversario, come è successo lunedì dallo scranno interviste della Lega Serie A, gli si dice «giovane»".
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