Como, allarme per il prossimo anno? Anche la banda di Fabregas soffre a giocare ogni 3 giorni
Non potersi riposare, non avere il tempo di preparare a fondo una partita, studiare le contromisure giuste per arginare gli avversari. E poi il rischio infortuni, lo stress fisico e mentale che si accumula, le energie che si assottigliano. Giocare ogni tre giorni non è semplice per nessuno, nemmeno se sei la squadra più giovane, brillante e frizzante della Serie A.
Questo mese il Como ha toccato con mano quanto possa essere logorante una stagione che, per lunghi tratti, ti costringe a scendere in campo più di una volta a settimana. Sei partite in 26 giorni, tra campionato e Coppa Italia, hanno acceso un piccolo campanello d’allarme nella squadra di Fabregas. Non tanto per il presente o per l’immediato futuro, quanto in prospettiva della prossima stagione che - salvo clamorosi cali - potrebbe vederla protagonista anche in Europa.
Eppure, proprio questo tour de force ha dimostrato come anche una squadra che fin qui era sembrata quasi infallibile, guidata da un allenatore pronto per palcoscenici ancora più competitivi, possa accusare il peso del doppio impegno. Nelle tre gare di campionato disputate a febbraio sono arrivati i pareggi contro Atalanta e Milan e la sconfitta contro la Fiorentina. In Coppa Italia, invece, Nico Paz e compagni hanno superato agli Ottavi proprio i viola, mentre ai Quarti contro il Napoli è servita la lotteria dei rigori dopo un pareggio combattuto nel corso dei 90'.
Un bilancio tutto sommato nella norma per una squadra la cui gioventù rappresenta al tempo stesso un grande punto di forza e, quando si traduce in inevitabile inesperienza, un margine di crescita su cui lavorare. Oggi alle 15:00, nella trasferta contro la Juventus, il Como avrà l’occasione di dimostrare di aver già metabolizzato la fatica e di essere pronto a rimettersi in marcia. In fondo, è proprio in momenti come questi che si misura la maturità di una squadra. La stanchezza passa, l’esperienza resta. E se il Como saprà trasformare questo periodo intenso in consapevolezza, allora il doppio impegno non sarà stato un ostacolo, ma un passaggio necessario nel suo percorso di crescita.











