Roma, senti Zago: "Champions, c'è tempo. Wesley come Cafù, Malen fa la differenza"
Antonio Carlos Zago sa bene come sia lo stadio Olimpico dopo una vittoria di un trofeo da parte della Roma: lui, in giallorosso, ha centrato l'ultimo Scudetto, quello del 2001. Passato dalla Capitale fra il 1998 e il 2002, oggi è allenatore (l'ultima esperienza al Botafogo). "Tutti noi tifosi vogliamo che la Roma torni a giocare la Champions dopo sette stagioni: non sarà facile, ma c'è tempo", ha esordito nell'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com.
Come vede il rush finale nella corsa al 4°posto quindi?
"Nell'ultima partita contro il Genoa secondo me la Roma non ha giocato bene, è un peccato che non abbia vinto perché poteva restare a +4 dalla Juventus. Mancano ancora 10 partite, come dicevo c'è tempo. Penso che possa farcela, ma ci sarà da 'litigare' fino alla fine. C'è anche il Como, c'è l'Atalanta che insegue. Ma secondo me Roma e Juve saranno quelle che lotteranno fino alla fine".
La Roma ci prova con un Malen in più: le piace?
"Tantissimo. 5 gol nelle prime 5, ora è a quota 6, può fare la differenza per la Roma nelle prossime 10 gare. La sta facendo. Fisicamente è forte, attacca bene lo spazio, sa tenere palla. Ha il fiuto del gol, soprattutto. Devono creare le opportunità affinché lui possa colpire il più possibile sottoporta".
Sarebbe servito uno Zago a Gasperini? Lei si sarebbe divertito in questa Roma?
"Penso di sì (ride, n.d.r.) Io mi adattavo a tutti gli schemi, ho giocato a 3 o a 4, non vedo problemi a giocare a uomo come vuole Gasperini. Io ero aggressivo, mi piaceva marcare, penso che gli farei comodo sì!".
Gasperini può essere l'allenatore che, nei prossimi anni, riporterà lo Scudetto a Roma?
"Speriamo, ma deve avere il tempo che ha avuto all'Atalanta per costruire. Certo, a Bergamo è rimasto 9 anni, però penso che la continuità di lavoro sia importantissima per un allenatore, non solo in Italia. Spero dunque che possa avere il tempo necessario per vincere, perché sono passati 25 anni dall'ultimo Scudetto. Un tecnico come lui, che ha portato una squadra come l'Atalanta stabilmente in Champions ed a vincere l'Europa League beh, se avrà tempo può portare lo Scudetto alla Roma".
Voi quando avete capito che si poteva fare?
"Sin dall'inizio, perché quell'anno sono arrivati giocatori importanti come Batistuta, Emerson, Samuel, Zabina. Batistuta in particolare ha portato le reti di cui avevamo bisogno in quel periodo. Magari potevamo vincere ancora, purtroppo non è andata così. Ma si vedeva fin da subito che eravamo una grande squadra: non avessimo vinto nel 2001, magari avremmo vinto in quello dopo. Ma si capiva che avremmo vinto qualcosa".
Totti in dirigenza: che ne pensa?
"Ho nominato solo i nuovi arrivati, ma c'era già lui che... mamma mia, che campionato ha fatto quell'anno? Anzi, in tuttta la sua carriera. Ha portato la bandiera della Roma per tutta la vita. Penso sia giusto che torni: non so come abbia fatto a rimanere lontano dalla Roma per tutti questi anni. È stato parte della storia del club e penso che possa aiutare molto in dirigenza".
Di Wesley che ne pensa?
"Ho sempre parlato bene di lui perché già al Flamengo, qui in Brasile, ha fatto cose bellissime. È stato nel giro della Nazionale, a parte gli infortuni in questo momento è uno dei giocatori principali della Roma. Se rimanesse anche in estate dunque sarebbe un rinforzo importantissimo per il futuro. Lo vedo più o meno come Cafù: uno dei migliori, fisicamente straripante, con il modo di giocare di Gasperini fa gol. È al primo anno, ma ne ha già fatti 4, può aiutare la Roma in futuro".
Visto l'infortunio di Rodrygo, può avere una chance Alisson Santos in Nazionale, visto il bell'impatto al Napoli?
"Alisson Santos lo conoscevano in pochi qui in Brasile, perché è andato giovane in Portogallo. Ha fatto delle belle partite al Napoli. Sulla convocazione al Mondiale penso di no perché non è ancora stato chiamato, ma se Ancelotti dovesse prenderlo in considerazione nelle prossime partite, allora dico che potrebbe fare bene. Deve continuare così perché è un giocatore importante per il futuro della Selecao".
Bremer è un pilastro del quale la Juventus non riesce a fare a meno.
"Mi piace tantissimo. Conosco la persona che lo ha portato al Torino, Roberto Migiano, lavorava con Mazzarri. Fin da quando Bremer è arrivato al Torino, Roberto mi ha sempre parlato benissimo di lui. È cresciuto tantissimo con la mentalità europea, oggi è fra i migliori al mondo".
Luis Henrique ha mostrato di avere dei colpi, ma in campo sembra ancora timido. Che ne pensa?
"Per me è fortissimo. Ha dribbling, spunti, velocità. Non lo conosco personalmente, magari è timido e ci mette un po' di più ad adattarsi ad una grande squadra come l'Inter, che è la prima candidata a vincere lo Scudetto. Penso che possa crescere e migliorare ancora, è talentuoso, tutto arriva al momento giusto".
Ancelotti può riportare il Brasile a vincere il Mondiale?
"È ciò che tutti speriamo, sono 24 anni che il Brasile non vince il Mondiale, ma non sarà facile. Ci saranno Nazionali come Francia, Argentina, Inghilterra, Spagna, speriamo anche l'Italia. Abbiamo sofferto tantissimo negli ultimi due Mondiali nel non vedere gli Azzurri partecipare. Il Brasile è sempre il Brasile, anche se non pare come favorito. Abbiamo una bella squadra, anche se con altre squadre davanti. Mi auguro che possiamo vincere, ma il mio lato italiano spera che anche l'Italia possa fare bene".
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