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McKennie su CR7 alla Juve: "Avevo bisogno di vedere con i miei occhi per crederci"TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 16:15Serie A
di Tommaso Bonan

McKennie su CR7 alla Juve: "Avevo bisogno di vedere con i miei occhi per crederci"

"Spalletti? Vado molto d’accordo con lui. Penso che ogni calciatore abbia bisogni diversi, ci sono aspettative diverse su ognuno di noi. Ogni volta che vedo il mister mi dà un senso di sicurezza". A parlare così è Weston McKennie, in esclusiva a DAZN all'interno del format "Remember the Name". "Quando ti rimprovera - continua McKennie parlando di Spalletti - non ti rimprovera mai in maniera cattiva, lo fa sempre per farti migliorare. Ho avuto tante esperienze diverse, alcuni allenatori ti mortificano, mentre Spalletti grazie alla sua personalità ti fa pensare che devi migliorare, attira la tua attenzione ogni volta che ti parla, ha esperienza, è saggio. Si concentra molto sul successo di squadra, dice sempre che si può dribblare quattro avversari, far goal ed essere felici, ma se fai un bell’assist le persone felici sono due. Per questo dico che è il miglior allenatore che ho avuto in carriera, lo dicono i numeri e il modo in cui gestisce la squadra lo rende un ottimo allenatore". Tanti i temi affrontati da McKennie, il primo americano a vestire la maglia della Juventus, compreso quello legato al momento più difficile della sua carriera: "È stato quando mi sono rotto il piede, nel 2022. Non ero in grado di far nulla, giocare a calcio o camminare. Lì mi sono reso conto di quanto fosse importante la mia vita fuori dal calcio, perché se il calcio fosse stata l’unica cosa della mia vita e poi non avessi potuto più continuare, cosa avrei fatto? Ero devastato, stavo facendo una buona stagione e ho potuto riprendere solo tre mesi dopo, ma allo stesso tempo mi sono goduto altre cose". Non manca nemmeno un ricordo dell'esperienza di giocare con Cristiano Ronaldo: "È stato incredibile giocare con lui. Quando l’ho incontrato ho pensato che tutto ciò che senti su di lui, sulla sua professionalità, è tutto vero. Tornavamo alle tre di notte dalle partite e lui andava a farsi un bagno gelato invece di andare a casa. La mattina dopo una partita difficile lui era in palestra ad allenare tutto il corpo. Era qualcosa che avevo bisogno di vedere con i miei occhi per crederci".