McKennie: "Primo americano a giocare nella Juve? Me ne renderò conto a fine carriera"
"Credo di non aver ancora realizzato cosa significhi essere il primo americano a giocare per la Juventus, me ne renderò conto a fine carriera". A parlare così è Weston McKennie, in esclusiva a DAZN all'interno del format "Remember the Name", in una lungo racconto personale che va oltre il campo da gioco: "Se qualcuno in passato ha pensato non fossi all’altezza? Beh, credo che i fatti parlino da soli e mostrino ciò che ho fatto finora. Ognuno poi ha la propria opinione".
Mister Luciano Spalletti
"Spalletti? Vado molto d’accordo con lui. Penso che ogni calciatore abbia bisogni diversi, ci sono aspettative diverse su ognuno di noi. Ogni volta che vedo il mister mi dà un senso di sicurezza. Quando ti rimprovera non ti rimprovera mai in maniera cattiva, lo fa sempre per farti migliorare. Ho avuto tante esperienze diverse, alcuni allenatori ti mortificano, mentre Spalletti grazie alla sua personalità ti fa pensare che devi migliorare, attira la tua attenzione ogni volta che ti parla, ha esperienza, è saggio. Si concentra molto sul successo di squadra, dice sempre che si può dribblare quattro avversari, far goal ed essere felici, ma se fai un bell’assist le persone felici sono due. Per questo dico che è il miglior allenatore che ho avuto in carriera, lo dicono i numeri e il modo in cui gestisce la squadra lo rende un ottimo allenatore".
Il sogno di giocare a calcio
"Non sono sempre stato sicuro se giocare a football o calcio. Quando sono tornato dalla Germania a nove anni facevo entrambi gli sport, poi ho preso la mia decisione, insieme a mia madre. Le ho detto che amavo il calcio un po’ più del football e lei mi ha detto che, a quel punto, la decisione era già stata presa; così mi sono concentrato sul calcio".











