Addio al re del dribbling: il calcio italiano piange la morte di Beccalossi. Venerdì i funerali
Il calcio italiano piange in queste ore la scomparsa di uno dei suoi rappresentanti più riconoscibili di un'epoca d'oro che forse non tornerà più: ci ha lasciati a soli 69 anni l'ex fantasista Evaristo Beccalossi, dribblomane numero 10 che tra gli anni Settanta e Ottanta si è messo in bella mostra giocando soprattutto con il Brescia, la squadra della sua città natale e quella che gli ha messo le ali nel professionismo, e poi con l'Inter con cui ha vinto lo Scudetto del 1980.
L'intera Serie A si è mobilitata per un ricordo di Beccalossi, che è stato qualcosa di più che una 'semplice' bandiera dell'Inter. È stato l'espressione di un certo calcio che abbiamo tutti amato e adorato e che probabilmente oggi non esiste più, almeno non in quella dimensione di leggerezza e genuinità della quale era massimo rappresentante 'Dribblossi', forse il suo soprannome per antonomasia. Uno al quale il popolo interista aveva perdonato anche i due rigori sbagliati in una singola partita, perché di fronte a tanto talento anche qualche passaggio a vuoto ci sta.
Adesso è dunque il momento del ricordo di Beccalossi, dei tempi che ha rappresentato, e per dargli un ultimo saluto. Già dalle scorse ore è stata infatti aperta la camera ardente, nella struttura ospedaliera bresciana nella quale si è spento l'ex campione. Venerdì alle ore 13:45, sempre a Brescia, nella chiesa Conversione di San Paolo, si terranno invece i funerali.
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