Il Milan cerca una punta. Ghisoni: "C'era Colombo, ma hanno preferito andare su Jovic..."
Durante la puntata di Maracanà, in onda ogni pomeriggio su TMW Radio, il direttore de La Giovane Italia Paolo Ghisoni è intervenuto per approfondire alcune tra le tematiche principali relative alla Serie A.
Nonostante la grande vittoria contro il Paris Saint Germain in Champions League, il Milan pare in netta difficoltà nel suo cammino in campionato, come evidenziano i soli due punti conquistati nelle ultime quattro giornate. I diversi infortuni hanno sicuramente inciso durante il percorso, ma è solo questo il problema? Il Milan deve intervenire sul mercato per rinforzare alcuni reparti?
Negli ultimi giorni si è parlato molto di un interessamento dei rossoneri per Jonathan David, attaccante del Lille, così come di contatti con le società per Akor Adams del Montpellier e Serhou Guirassy dello Stoccarda. Ecco il pensiero di Paolo Ghisoni sulla situazione in casa Milan: “Ho sempre pensato che il Milan potesse avere, con Maldini e Massara, una forte impronta italiana, con dei giocatori capaci di costituire una vera e propria ossatura. Ma una volta partito Tonali - senza citare quanto poi accaduto - che doveva essere il capitano dei rossoneri per i prossimi 10 anni, è fallita quel tipo progettualità. A livello societario invece, mi sembra un po’ forzata questa "tattica americana", che ha dato certamente riscontri... Ma il calcio, come raccontano anche uomini di campo come Sabatini, che vanno ancora a seguire i giocatori dal vivo per sentire ancora determinate emozioni, è tutta un’altra cosa. Due giorni fa ero a pranzo con Massara, non rivelerò mai quanto ci siamo detti, ma posso dirvi che non ho percepito la sensazione di qualcosa che è stato assimilato, sia da lui che da Maldini, perchè quello scudetto portava tanto del loro contributo. Inoltre non dimentico Boban, che in quell'ambiente era la persona che capiva calcio più di tutti insieme a Maldini, con uno status dirigenziale di livello mondiale, considerati i ruoli importanti ricoperti".
"Stavo esaminando un po’ di stranieri presenti nel nostro campionato, per fare dei paragoni con i giovani italiani - ha proseguito il direttore nel suo intervento - Posso dire che ho visto molto male Jovic. Eppure c'era Colombo in squadra, non giudicato come una riserva valida nel Milan. Tra poco ce lo ritroveremo di sicuro nella Nazionale maggiore, perchè è un giocatore che, con fiducia e continuità, può diventare a tutti gli effetti un attaccante fatto e finito”.






