Paolo Ghisoni: "L'Inter ha una solidità tale da poter aprire un progetto serio"
Durante la puntata di Maracanà, consueto appuntamento di TMW Radio, il direttore de La Giovane Italia Paolo Ghisoni è intervenuto per parlare delle principali tematiche relative alla Serie A.
Ultima giornata prima della sosta per le Nazionali. Dopo Sassuolo-Salernitana e Genoa-Verona, alle 15 toccherà al Milan scendere in campo contro il Lecce. Domani sera, invece, ecco l'Inter capolista in scena a San Siro contro il sorprendente Frosinone di Eusebio Di Francesco. Dopo la vittoria di mercoledì e la qualificazione agli ottavi di Champions League, i nerazzurri si preparano ora a chiudere nel migliore dei modi questo primo trimestre di campionato. “Mercoledì sera contro il Salisburgo c’erano in campo 6 nuovi arrivi e la squadra non ne ha minimamente risentito - ha esordito Ghisoni nella sua analisi - Prima si parlava di cicli. Così com’è stato per il Milan di Sacchi, che inseriva gente dalla panchina e si faceva sempre trovare pronta, oppure la Juve di Allegri che ha fatto quelle finali europee, l’Inter ha una solidità per aprire un progetto serio, che attiri i giocatori. Ne è un esempio l’acquisto di Frattesi, desiderio di molti club, ma che alla fine ha scelto i nerazzurri. Così come è capitato per altri calciatori, italiani e stranieri. Il clima è finalmente sereno, qualcuno è andato via in estate ma la squadra si è rinforzata. La partenza di Lukaku sembrava un minus, invece è diventata un plus, con Lautaro che si è preso in mano lo spogliatoio ed è diventato, a tutti gli effetti, il leader di questo gruppo”.
“Ci metto pure la capacità di Inzaghi di incidere con le alternative, che ribadisco essere di buonissimo livello - ha proseguito il direttore de La Giovane Italia nel suo intervento - L’anno scorso l’Inter perse 12/14 partite, prendendo gol veramente banali. Ora non succede più e non è un caso: la squadra ha una grande autostima e soprattutto quando gioca una partita europea, la sensazione è che tutti vogliano essere presenti. La rosa si è decisamente rinforzata: ora ci sono 2/3 giocatori forti per ogni ruolo. Adesso può permettersi di fare delle rotazioni e mantenere sempre alte le motivazioni, in campionato così come in Champions. Quando ora guarda la panchina, non sa addirittura chi scegliere…”.
Sempre rimanendo sul tecnico nerazzurro, a volte "pizzicato" da Sacchi con determinate critiche, Ghisoni ha espresso il suo pensiero: “Non rispondere è una grande virtù: dimostra molta più intelligenza. Simone è un signore e lo dimostra con un profilo sotto traccia in un ambiente di "urlatori", dove chi urla di più è il più bravo”.
Ultima domanda, provocatoria, posta da Marco Piccari ai suoi ospiti: chi prendereste tra Lautaro, Osimhen e Lukaku? Ecco come ha risposto il direttore: "Mi affiderei all’argentino: Lautaro negli ultimi anni ha segnato sempre e tanto, caricandosi la squadra sulle spalle. Lukaku nell’Inter ha comunque dimostrato un determinato tipo di spessore e ora sta trascinando la Roma. Osimhen, purtroppo o per fortuna, è un giocatore istintivo e la problematica di tutti i giocatori africani è la continuità nel corso degli anni”.






