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Lazio | Senza Immobile il party "s'ha da fare"
lunedì 22 novembre 2021, 07:24Editoriale
di Alessandro Zappulla
per Lalaziosiamonoi.it
fonte Alessandro Zappulla - Lalaziosiamonoi.it

Lazio | Senza Immobile il party "s'ha da fare"

Nel giorno del "ringraziamento" a Ciro Immobile per il suo score da record, si consacra definitivamente il concetto, mai per altro messo in dubbio: "No Ciro", "No party". Non è affare che riguarda esclusivamente questa stagione, ma oggi più che mai è la mancanza di Immobile a risaltare un nervo scoperto. Il progetto ambizioso, sposato da Lotito ad inizio anno, è partito dal tecnico. Una rivoluzione calcistica che ha stravolto schemi e gerarchie nel giro di pochi mesi. Un metodo di lavoro e di gioco che ha spinto la squadra ad applicarsi sui banchi di scuola. Possesso palla, verticalizzazioni non esasperate e pressing alto. Il tutto recitato nello spartito del 433 e della corsa sostenuta. Un mutamento radicale nell'esprimere calcio, che include in sé un duro lavoro di applicazione e inevitabili passaggi a vuoto. Le sconfitte quale dazio obbligato per ancorarsi al binario giusto. Un percorso di crescita con inevitabili alti e bassi, al netto di inspiegabili blackout, che nessuno gradisce più vedere. Sulla base di ciò ogni sconfitta deve conservare il proprio "peso". Quella di ieri è certamente amara da ingoiare. Impegno, determinazione, abnegazione, c'erano tutti gli ingredienti giusti per confezionare un'altra piccola impresa. Uno step di crescita ulteriore, che sarebbe dovuto arrivare dal superamento di uno scoglio importante come la Vecchia Signora. Mai malconcia come di questi tempi e forse affossabile del tutto con un pizzico in più di Lazio. Quel concentrato di nuova miscela in preparazione a Formello, che inevitabilmente è stato impossibile dosare nella stessa misura. Torniamo al concetto iniziale, che pesa terribilmente. No Ciro, No Party. Sembra scontato e forse lo è pure. Si perché, se si priva una squadra, una qualsiasi squadra, del proprio bomber da 161 gol è inevitabile che se ne paghi lo scotto. Ragionamento scontato che ridimensiona ma non giustifica la sconfitta di ieri sera. La Lazio non può permettersi due Ciro Immobile ovvio, ma ha l'obbligo morale di fornire al proprio tecnico le munizioni giuste per garantire la rivoluzione. Servono strumenti per intonare un sound simile seppur non uguale, anche in assenza di Immobile. Occorrono pochi ma funzionali innesti e questo perché il gruppo costruito negli anni da questo club è assai valido e soprattutto di un carattere straordinario. 
Questa squadra ha saputo crescere e diventare grande sotto la guida di un tecnico emergente. Sa evolvere mutando se stessa, studiando giorno e notte le lezioni del suo nuovo docente. Questo gruppo si dimostra quotidianamente in grado di oltrepassare i propri limiti per di tagliare la méta. Un orizzonte lontano e ancora poco delineato. La direzione intrapresa, sa di percorso azzeccato, ma duro da sostenere. È una stagione di "formazione", in cui serve depositare le fondamenta, ma non gettare tutto alle ortiche. Sarri prendeva ancora appunti allo scadere ieri sera. Ha masticato amaro. Aveva preparato tutto per bene, ma l'assenza di un vice Immobile e di un paio di innesti in rosa in grado di dare respiro alle defezioni si è dimostrata fatale. Il sarrismo che avanza passa anche da questi passaggi e dalle sconfitte. “Quando perdi, non perdere la lezione”, recita una massima del Dalai Lama. Un pensiero che sa di credo, solido puntello di una rinascita. "No Ciro", "No party", si ma con un progetto ambizioso già partito e con gennaio alle porte, che si regali a Sarri la chance di bruciare le tappe e accelerare il percorso. Ambiente, squadra e soprattutto dirigenza. Insieme si può!

Pubblicato il 21/11 alle ore 12:22

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