Lazio, Cataldi torna a Firenze: uno sguardo nel passato, in attesa del futuro
"Non sono una persona ipocrita. Io la Lazio non l’avrei mai lasciata per quello che rappresenta per me e per quello che mi ha dato". Sono queste le parole con cui Danilo Cataldi si era presentato a settembre 2024 al popolo della Fiorentina. La promessa di dar tutto per la Viola, ma senza rinnegare la squadra del suo cuore. Sembrava la fine di un'era. Quel ragazzetto cresciuto sui campi sterrati dell'Ottavia che aveva realizzato il sogno di diventare un calciatore della Lazio, si è trovato messo alla porta, con le valigie in mano, costretto ad abbandonare la squadra del suo cuore. Palladino lo aveva accolto a braccia aperte, il riscatto a fine stagione sembrava una formalità. 4 milioni. Una cifra talmente bassa rispetto al suo valore che la permanenza a Firenze veniva data per scontata. Poi, però, gli astri si sono incrociati. Cataldi vive un anno da protagonista alla Fiorentina, soffiando la Conference League alla Lazio nell'ultima giornata di campionato. Palladino, però, dà le dimissioni e nonostante l'arrivo di Pioli, l'allenatore che lo aveva lanciato da ragazzo in biancoceleste, la società toscana decide di non riscattare Cataldi, rispedendolo a Roma.
L'ENNESIMA CONFERMA DI CATALDI - Qui Danilo ha ritrovato Sarri e una seconda possibilità. Non per lui. Ma per quella stessa dirigenza che qualche mese prima gli aveva dato il ben servito. Cataldi con la maglia biancoceleste indosso è sempre stato una garanzia. Un centrocampista di qualità che ha saputo far suoi i panni da regista, anche grazie allo strepitoso lavoro portato avanti sotto gli occhi e con gli insegnamenti di un maestro come Sarri. E quest'anno non si è smentito. Dopo esser stato il titolare della Lazio che arrivò seconda nella stagione 2022/2023, quest'anno ha saputo guidare un centrocampo orfano di Rovella non facendo minimamente pesare la sua assenza. Ha dettato i tempi di gioco, ci ha messo dentro qualità e visione, segnando anche tre gol. A tal proposito. La sua freddezza dal dischetto è stata l'ennesima piacevole scoperta. "Se c'è un rigore al 90' lo tira Cataldi" ha detto Maurizio Sarri qualche tempo fa in conferenza stampa, dopo i due rigori segnati dal #32 contro Torino e Genoa oltre il 100'. Rigori che pesavano, che portavano punti preziosi alla sua Lazio e che lui con chirurgica precisione ha mandato alle spalle del portiere.
IL RITORNO A FIRENZE, POI IL FUTURO - Danilo Cataldi è ancora una volta una scoperta per molti. Non per tutti. Ogni anno ci si stupisce di come sia in grado di reggere botta e fornire prestazioni positive, come se fosse una novità. Fin dal suo esordio ha mostrato le sue qualità, venendo meno solo quando il contesto non gli permetteva di farlo con la solita costanza. Tornato da Firenze ha aggiunto anche una leadership e un senso di responsabilità che l'esperienza e la situazione della Lazio gli hanno consegnato. Si è preso la squadra sulle spalle non limitandosi a fare il calciatore, ma diventando un capitano a tutti gli effetti. Avviandoci verso la fine della stagione, lunedì Cataldi sarà atteso da una partita speciale. Tornerà all'Artemio Franchi da avversario, in quella Fiorentina in cui ha lasciato bei ricordi. I tifosi lo accoglieranno con affetto, per un attimo rivivrà qualche bel ricordo, poi tornerà concentrato sulla sua Lazio. Metterà alle spalle il passato, penserà al presente, in attesa di un futuro che tra qualche settimana tornerà a essere argomento di dibattito. Il suo e quello della Lazio.






