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Lazio, i motivi della crisi della squadra di Sarri spiegati dagli opinionistiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 17:30Serie A
di TMWRadio Redazione

Lazio, i motivi della crisi della squadra di Sarri spiegati dagli opinionisti

La Lazio perde nettamente in casa col Como, mostrando anche un nervosismo latente nel gruppo, non solo rivolto agli arbitri. La squadra è praticamente a metà classifica, con un mercato che stenta a decollare in entrata. Cosa sta succedendo? Questa la spiegazione degli ospiti di TMW Radio. Stefano Impallomeni: "C'è poca empatia col presidente, sistematicamente contestato da 22 anni. Probabilmente 6 anni fa poteva eguagliare Cragnotti, se non ci fosse stato il Covid. Questa lotta intestina non va bene. Lui va avanti, è poco sopportato ma ha portato risultato. La storia dice che per molti tifosi sarà il presidente peggiore della storia della Lazio. Ci sarà di meglio? Può darsi, ma lui resiste come ADL e Cairo, pochi italiani al comando di un club. Capisco l'insoddisfazione dei tifosi, ma credo che ora siamo a un punto di non ritorno. mai come prima c'è uno scollamento totale. In questo clima rovente, ci sono tutte sponde e alibi. Non vedo unità d'intenti". Marco Piccari: "Lazio allo sbando. Credo si sia toccato un punto molto basso. il Como si è dimostrato più forte, ma vedendo questo scempio Lotito si debba fare tante domande. Ho contestato il blocco, ma all'apertura del mercato m iaspettavo una risposta molto forte, per aiutare un allenatore che era in difficoltà. Credo ci siano delle responsabilità della gestione ora. E' una gestione in grossissima difficoltà e se questo è l'andazzo, qualcuno dovrebbe pensare di fare un passo indietro. Me la prendo anche con i calciatori, ma in generale nessuno sta pensando al bene della squadra". Gianni Bezzi: "Serata buia, Lazio fortemente indebolita dopo le cessioni, che ha affrontato una delle migliori in Serie A ora. Il Como è impressionante, Fabregas non è un allenatore ma uno che insegna calcio e i giocatori stanno assimilando il suo credo. La Lazio ha avuto la sfortuna di incontrarla ieri. C'è una responsabilità dei giocatori, ma quando vivi una situazione imbarazzante, frustrante, perché l'ambiente è frustrato da quanto sta accadendo, è logico che il calciatore ne risente. Quello che sta accadendo intorno alla Lazio è una situazione da cui non se ne esce più fuori. Il presidente ha detto che comanda lui, Fabiani che se il progetto non funziona si dimette, quindi credo ci sia solo una via d'uscita. Ma si sbaglia se si pensa che Lotito venda, lui la Lazio, finchè ci sarà, non la venderà mai. Lui pensa sempre che prima o poi ripartirà, non pensando che esistono generazioni di tifosi lontane dalla squadra, gente disamorata. In questo momento è un quadro deprimente e imbarazzante. E c'è un allenatore che non si sente più parte del progetto". Pino Capua: "Non cambia mai il suo tipo di gioco. ma detto questo è una presidenza che non si rende conto che, come finisce la Lazio, finisce anche lui. Lotito dovrebbe capire che certe cose vanno cambiate. Sono partiti giocatori fondamentali, ne sono arrivati alcuni non all'altezza della situazione. Lazio indebolita e il presidente deve capire che deve fare qualcosa d'importante o se ne va". Stefano Re Cecconi: "Quando si verificano questi risultati si entra in un tourbillon dove tutto diventa negativo e dove finisci anche per peggiorare la situazione. Il punto è che anche i giocatori quando vedono una società non ambiziosa e che naviga esclusivamente a vista iniziano comprensibilmente a pensare a ciò che potrebbero fare dopo in carriera. La verità è che ci sono storie che hanno un inizio ed una fine e quella di Lotito alla presidenza è arrivata alla fine. Questa società non è piu in grado di tenere la Lazio a questi livelli, punto. Ci tengo infine a dire che questa tifoseria è meravigliosa. Ieri hanno anche dedicato uno striscione a papà e pensare al fatto che questi ragazzi non possano ambire a qualcosa di importante è un peccato". Franco Piantanida: "Io prendo ad esempio ciò che è accaduto al Milan l'anno scorso. Quando il pesce puzza dalla testa è inevitabile che ci siano questi riflessi sul campo. Io credo che Sarri stia facendo il massimo, ma tutte le percezioni ambientali poi hanno delle ripercussioni, è inevitabile. Non mi sento di affibbiare troppe colpe al tecnico, come accadde per esempio quando alla Juventus Agnelli lasciò dopo quindici anni e Allegri rimase praticamente solo alla guida. Nessuna squadra ha mai vinto con una situazione instabile a livello societario e ambientale. Del resto come si fa ad avere serenità per raggiungere dei risultati quando anche Sarri afferma di non conoscere i nuovi acquisti?". Simone Braglia: "Sono tutti responsabili, allenatore, ds e presidente. Il presidente perché non si gestisce così una società, il ds perché anche lo scorso anno con Baroni era arrivato a giocarsi il quarto posto fino alla fine e lo hanno rimpiazzato con uno bravo ma un po' cocciuto". Alessandro Cucciari: "Secondo me responsabile è Lotito di questo momento. Il ds non lo metto, perchè ci si adegua a quello che dice Lotito. Ha mandato due giocatori importanti, che erano un punto di riferimento".