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Cuba è rimasta al buio, la testimonianza dell'ex ct: "Il calcio si è fermato, 2 ore di corrente al giorno"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 10:45Serie A
di Giacomo Iacobellis

Cuba è rimasta al buio, la testimonianza dell'ex ct: "Il calcio si è fermato, 2 ore di corrente al giorno"

C’è un filo invisibile che lega Lorenzo Mambrini a Cuba. Non è solo calcio, non è solo carriera. È qualcosa di più profondo, che resiste al tempo e alla distanza. "Il mio passato a Cuba non sarà mai passato: è presente ogni giorno e lo sarà fino alla fine della mia vita", racconta in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com. Un legame costruito tra successi, momenti segnanti e vita vissuta, tra il Santiago de Cuba e la Nazionale dei Diablos Rojos. "Aver vinto tre campionati, il primo dopo 102 anni con la squadra del Comandante Fidel Castro, è stata una soddisfazione immensa. Ma anche solo aver allenato la Nazionale per 11 mesi è stato un onore. Sono stato portabandiera italiano a Cuba, me lo porterò sempre dentro e non smetterò mai di ringraziare la Federazione: Cuba è il mio secondo Paese". Quando gli chiediamo dell'attualità cubana e degli effetti dell'embargo USA, il tono dell'ex ct però si fa più duro. "Dopo la morte di Fidel nel 2016, Cuba è sprofondata in crisi. Ero lì quel giorno, ero a casa Castro quando sono stati indetti nove giorni di lutto nazionale". Da allora, la quotidianità dei cubani si è radicalmente trasformata. "Oggi il popolo non mangia più come prima, la celebre libreta de abastecimiento (tessera di razionamento, ndr) ormai non funziona più: mancano zucchero, riso, fagioli, sale, cibo e altri beni di prima necessità. È stato un collasso progressivo". Non c'è neanche l'elettricità: "Ahimè è tutto vero. Dal Covid in poi siamo arrivati a sole due ore di corrente al giorno, adesso ci sono blackout totali. Non appena possibile, si caricano i telefoni e si cucina qualcosa, ma gli elettrodomestici si rompono perché la luce va via in continuazione. Le famiglie mangiano una volta al giorno, è diventata una vita impossibile, è una situazione terribile". E il calcio? Comprensibilmente, è finito in fondo alle priorità. "Il campionato è fermo, non si allena nessuno da mesi. I campi vengono usati per raccogliere donazioni e distribuire aiuti. Il calcio è l’ultimo dei pensieri della gente". Eppure, qualcosa negli anni scorsi si era mosso: "Negli ultimi anni c’era stata una svolta storica, con l'apertura da parte della Federazione alla convocazione di giocatori con origini cubane all’estero". In campo resta solo la Nazionale, sostenuta dalla FIFA: "La Nazionale continua a giocare, ma è isolata. Non arrivano giocatori dall’Europa perché non ci sono voli: non c'è carburante e si può viaggiare solo con tratte brevi, passando da Repubblica Dominicana o Giamaica". Quello di Lorenzo Mambrini è un racconto senza filtri, che si chiude con un appello: "Il popolo cubano ha bisogno di aiuto: sta morendo di fame e di mancanza di igiene. Il mondo non può girarsi dall'altra parte, bisogna fare qualcosa". Una testimonianza che va oltre il calcio e che racconta un Paese in grave difficoltà, Cuba ora più che mai chiede soltanto di non essere dimenticata. In foto Lorenzo Mambrini e la Nazionale cubana nel 2017.