Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Immobile punge la Lazio: "Mi accompagnavano alla porta con la mano, li ho tolti dall'imbarazzo"

autore
Niccolò Righi
Oggi alle 12:42Serie A
autore Niccolò Righi
04.10.2026 12:42Serie A
Ma l'ex bomber precisa: "Fino alla fine tra me e Lotito c'è stato un rapporto padre-figlio. Che gioia per i tifosi vedere la squadra prima in classifica".
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it
Nella lunga intervista realizzata con il Corriere della Sera, l'ex attaccante e oggi capo delegazione della nazionale italiana Under 16, Ciro Immobile ha avuto modo di parlare anche dell'ultima, turbolenta, stagione vissuta alla Lazio. L'ex bomber, capace di segnare 207 gol in 340 partite in biancoceleste, pur evidenziando il suo splendido rapporto con Claudio Lotito non ha risparmiato qualche frecciatina per il modo in cui si arrivò all'addio. "Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano" ha raccontato Immobile, che poi ha aggiunto: "Alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via, ma giuro che fino alla fine tra me e Lotito c’è stato un rapporto padre-figlio. Quindi il dispiacere era doppio: ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi". Nessun rancore comunque per 'Re Ciro' che vedendo adesso la squadra al primo posto in classifica assieme a Inter e Roma non può far altro che esserne contento: "Che gioia per i tifosi". Immobile ha raccontato anche com'è maturata la sua decisione di dire 'basta' e la sua vita senza calcio: "Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti. Questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda. Cosa cambia? Ho sempre avuto una vita molto programmata. Mi sono ritrovato senza un piano e quindi mi sono organizzato: palestra, seguo da vicino le mie attività imprenditoriali e dedico tanto tempo alla mia famiglia".

Altre notizie