Il Lecce va sempre più giù. Tutti i numeri di una crisi evidente
Il Lecce cade ancora, questa volta a Torino. Una partita spartiacque, in un momento delicato, che segna ancor di più una crisi profonda nella quale è caduta la squadra di Eusebio Di Francesco
Risultati negativi
Le statistiche parlano chiaro. La vittoria manca dallo scorso 12 dicembre (Lecce-Pisa 1-0), nelle ultime otto partite sono arrivate sei sconfitte e due soli pareggi contro Juventus e Lazio. Un bottino misero, che ha fatto scivolare la squadra giallorossa un solo punto sopra la zona rossa. I 18 punti conquistati nelle 23 partite disputate rappresentano una media decisamente troppo bassa e le cinque lunghezze che separano i salentini dal gruppo di squadre che precedono in classifica non sono semplici da recuperare.
Carenze offensive
Pesano sempre più i numeri della fase offensiva, sempre più sterile e poco fruttuosa. Con 13 reti segnate, il Lecce è il peggior attacco della Serie A, nonché il secondo peggior attacco dei top cinque campionati europei. Numeri da horror, ancor più evidenti nell'ultimo frangente di campionato. Sono soltanto due, infatti, le reti segnate nelle ultime otto partite disputate, una in esterna contro la Juventus e una in casa contro il Parma. Considerando che proprio contro i ducali il gol è arrivato al primo minuto di gioco, cinque giornate fa, il Lecce non segna un gol in campionato da oltre 450 minuti.
Incognita mercato
Eppure, proprio nel reparto offensivo, che sembrava essere quello maggiormente bisognoso di nuovi innesti, il club giallorosso ha deciso di operare una linea conservativa. E' arrivato Cheddira, che però va numericamente a rimpiazzare l'infortunato Camarda, che starà a lungo lontano dai campi. La rivoluzione c'è stata nel mezzo, con l'uscita di Maleh, Kaba e Pierret e l'innesto di Gandelman, Ngom e Fofana. Innesti in prospettiva, ma l'esigenza di punti adesso è immediata e le certezze sembrano essere poche.
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