Jankto attacca, Di Francesco: "Sulle falsità non rispondo, voglio parlare solo di calcio"
"Non ne parlo, non mi interessa il gossip. Sulle falsità non rispondo". Taglia corto Eusebio Di Francesco, riguardo alle accuse che gli sono arrivate nei giorni scorsi sui social da Jakub Jankto (suo giocatore nella breve e infelice esperienza del tecnico alla Sampdoria).
Ancora qualche parola, nella conferenza post Roma-Lecce: "Tante cose cambiano, gli aspetti si modificano: come persona, relativamente. So chi sono e come alleno. Domanda complessa, mi soffermerei sul match. Quando vorrai, ne parleremo. Voglio parlare solo di calcio".
Le parole di Jankto su Di Francesco
"Vi racconto una storia con Di Francesco. Dopo la semifinale di Champions League, la straordinaria Roma-Barcellona 3-0, è arrivato alla Sampdoria pensando di essere un fenomeno. Noi pensavamo fosse arrivato un buon allenatore e uomo. Dai primi allenamenti sembrava tutto bene, poi siamo andati in ritiro. Io avevo creato grandissimi rapporti con magazzinieri, direttori, giocatori, tifosi, con tutti. Ci stavamo allenando e a un magazziniere serviva un aiuto. Durante l'allenamento gli è stato detto che aveva bisogno di qualcosa, lui totalmente senza rispetto ha cominciato a urlare: 'Ma vai a prendere il Coccolino, mettimi la roba a lavare e stai zitto!', mentre rideva. Dopo mi sono calmato ma ho pensato, e ne ho parlato con gli altri giocatori, a che uomo fosse.
Poi arrivano le partite, e questo allenatore sembrava veramente che fosse impazzito. In sette giornate abbiamo fatto una vittoria, dopo le prime tre sconfitte abbiamo fatto una riunione in cui ci ha urlato che eravamo scarsi e che pensava fossimo da Europa. Ma parlava con una totale mancanza di rispetto. Finché sei sotto contratto devi fare quel che devi, poi dopo però puoi dire quello che vuoi, come faccio io. E allora, niente: DiFra, puoi prendere il Coccolino e andartene a fanculo!".
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