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Petrachi valuta D'Aversa per il futuro, l’agente di Pio Esposito: “Inter per 10 anni”. Le top news delle 22TUTTO mercato WEB
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ieri alle 22:00Serie A
di Daniel Uccellieri

Petrachi valuta D'Aversa per il futuro, l’agente di Pio Esposito: “Inter per 10 anni”. Le top news delle 22

Tanti protagonisti del calcio italiano presenti quest'oggi a Coverciano per l'evento Inside The Sport. Fra questi anche Gianluca Petrachi, responsabile dell'area tecnica del Torino: "Sicuramente non è stato semplicissimo, al mio arrivo c'era abbastanza confusione e non è che sia finita totalmente, c'è ancora. Comunque siamo riusciti a raddrizzare la stagione, stava diventando complicata ed essersi salvati a 5 giornate dal termine del campionato è un successo per quello che si era trovato quando si è arrivati. Adesso dovremo essere bravi a ricompattare un po' tutto l'ambiente, cercare di ripartire il prossimo anno nella maniera migliore, cercare di fare cose un po' diverse e riportare quell'entusiasmo che è la linfa per chi viene a giocare nel Toro. Bisogna riunire tutti quanti le risorse per far tornare a brillare il tifo come una volta". Il Torino costruirà ancora con D'Aversa? "Va ringraziato per quello che sta facendo e per quello che ha fatto. È stata una scelta azzeccatissima in un momento particolare, se si è arrivati alla salvezza in questo momento lo si deve all'allenatore, che è riuscito a entrare dentro la testa dei giocatori. Per il futuro lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti e che tipo di stagione vogliamo fare, dipende anche dal sistema che c'è dietro. A prescindere però quello che è stato fatto è tanta roba". Oltre a Petrachi, ha preso la parola anche l'agente Mario Giuffredi "Pio Esposito sta bene all'Inter, credo che la volontà del ragazzo e del club sia quella di stare insieme per i prossimi 10 anni. Pensare al mercato per lui… A meno che non sia un volere dell'Inter, non è un volere che appartiene a me o al ragazzo. Per me il mercato per Pio Esposito non è mai iniziato e mai inizierà, è felice di rimanere all'Inter e fare la sua carriera lì". È bello che l'Inter abbia rifiutato tutte le offerte per Esposito in estate. "È la filosofia di chi ha coraggio. A noi non mancano i talenti, ma il coraggio. Vi faccio 3 esempi: uno è Pio Esposito, che giocava in B e si è catapultato da protagonista all'Inter, l'altro è Vergara che era in B e si è catapultato al Napoli da protagonista. La chiave di tutto è racchiusa nel coraggio, quello che al nostro sistema manca. L'altro esempio è Parisi, anche lui viene dalla C e dimostra di essere determinante per la Serie A. Di questi casi ce ne sono tantissimi, penso anche a Bartesaghi, che è retrocesso in D con il Milan U23, oppure Palestra e Bernasconi, che erano in U23 con l'Atalanta. Quando mi dicono che non abbiamo i calciatori… Sono bugie, noi non abbiamo coraggio". Va bene questa posizione di prima alternativa a Esposito? "Non condivido il termine prima alternativa. Dobbiamo essere bravi a contestualizzare i momenti, veniva dalla Serie B e dovevamo ritagliargli uno spazio con grande serenità. Doveva dimostrare di essere da Inter e niente altro, ma siamo andati oltre le nostre aspettative di quando fai affacciare un 2005 in Serie A, visto che tra Nazionale e Inter ha fatto 12 gol, presenze in Champions... Dire che sia la prima scelta delle riserve non credo sia il termine più adatto". Credeva in questo grande percorso di Politano e Di Lorenzo? "Sono due pilastri, e non lo dico io, ma i risultati che hanno ottenuto e l'amore che hanno dimostrato verso la maglia del Napoli. Non ho mai avuto nessun dubbio, se assisto un calciatore è perché ci credo fermamente e sono convinto che saranno dei pilastri del Napoli ancora per diversi anni, sono intelligenti, hanno qualità e soprattutto hanno l'amore per quella maglia che permette loro di spingersi sempre oltre l'ostacolo". Conte resterà? "Credo sia sempre l'allenatore adatto per il Napoli, ha dato tantissimo perché in due anni ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana, si è qualificato alla Champions, ha valorizzato giovani come Vergara… Io spero rimanga, è uno dei pochi allenatori italiani che migliora i calciatori. Poi però devono collimare i pensieri tra gli obiettivi del presidente e quelli di Conte, ma questo non è un problema mio". Ranieri quest'anno non ha vissuto una stagione semplice, ma ha dimostrato di essere attaccatissimo alla Fiorentina. "È uno di quei calciatori che io stimo di più da quando faccio questo lavoro, perché tutti vivono i momenti difficili, soprattutto quando uno cresce nel settore giovanile della Fiorentina, ha vissuto tanta della sua vita a Firenze, ha portato la fascia da capitano e si ritrova a vivere un'annata difficilissima… Sfiderei tanti a trovarmi giocatori in grado di trovare la forza di rialzarsi ed essere uno dei migliori in campo da mesi". Senza mai chiedere la cessione. "Sì, perché secondo me sarebbe stato da vigliacchi lasciare la Fiorentina nel momento più complicato e difficile. Magari ci sarà un grande finale di stagione e poi uno farà i suoi ragionamenti. Ranieri è una persona che dovrebbe essere molto più apprezzata di quello che realmente è il pensiero di tanti tifosi della Fiorentina, scappare è la cosa più facile, rimanere nei momenti difficili non è da tutti. E lui l'ha fatto". Intanto la Fiorentina è avanti all'intervallo in casa del Lecce Terminato il primo tempo al Via del Mare, all'intervallo Lecce-Fiorentina è sullo 0-1.. Chi ha assoluta necessità di vincere è il Lecce, che parte pressando alto e tentando di mettere in difficoltà la Fiorentina, che invece preferisce rimanere più bassa e attendere, lasciando l'iniziativa ai padroni di casa. Vanoli non è fortunato e dopo 11 minuti perde anche Gosens, complicando ulteriormente una sfida già non semplice in partenza. Il match vive di una lunga fase di studio, con poche opportunità: la prima arriva al 17', quando da corner Cheddira colpisce di testa, sorprendendo un po' De Gea, il quale lascia comunque intervenire Fagioli che, appostato sulla linea, respinge. Al 20' l'ex Sassuolo ha un'altra chance, ma prova il colpo di tacco su assist di Ramadani, colpendo malissimo il pallone. Per vedere un tiro della Fiorentina bisogna attendere il 30', quando un guizzo su Harrison arma il sinistro a giro di Mandragora dal limite, ma Falcone non si fa sorprendere e devia con un tuffo sulla sua destra. Una manciata di secondi più tardi e Harrison la sblocca con un tiro straordinario da posizione defilata: sponda di testa di Piccoli, assist di Mandragora e golazo dell'ex Leeds, che piazza la sfera sul palo lontano con un mancino imprendibile. La Fiorentina va vicinissima al raddoppio al 38', ma Piccoli da pochi metri sbaglia clamorosamente l'impatto con il pallone, sfiorando solo la sfera e non spingendola in rete a porta vuota su assist di Dodo.