Malagò vede la Serie A: "Scioglierò le riserve dopo altri incontri". Il siparietto su Lotito e i prossimi step
“Mi sembrava doveroso cominciare i confronti da chi aveva pensato a me per questa candidatura, anche pensando a questo atipico consenso di questa componente”. Così Giovanni Malagò, indicato dalla Lega Calcio Serie A come candidato alla presidenza della Federcalcio, ha spiegato i motivi del suo confronto con i club a margine dell’assemblea di ieri, lunedì 20 aprile.
L’ex presidente del Coni è stato “accreditato” la scorsa settimana da 19 società su 20: “Sono diventate 19,5”, ha scherzato Ezio Simonelli. Il riferimento è a Claudio Lotito: ringraziato da Malagò nel suo intervento - chi ha l’unanimità non ha margini per migliorare - lo ha interrotto e gli ha spiegato di non essere contrario a lui ma al sistema. Difficile definirlo un appoggio, resta all’opposizione e vuole il commissario. Nel corso dell’incontro in assemblea, Malagò ha parlato in maniera molto generale, mentre alcuni club sono entrati nel concreto: nei prossimi giorni stileranno una lista di priorità.
Nel frattempo, Malagò - “non ho ancora certezza di continuare” - vedrà le altre componenti federali. Con la Lega Serie B un confronto c’è stato, informale con il presidente Paolo Bedin. Nelle prossime ore vedrà Matteo Marani, presidente di Lega Pro che prima incontrerà Giancarlo Abete. Giovedì sarà il turno di assocalciatori e assoallenatori, decisivi per la vittoria grazie al loro 30% di peso elettorale, e poi ci sarà lo stesso Abete. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti può virtualmente contare su un 34%, ma in realtà è una base molto sfilacciata e che potrebbe appoggiare Malagò, ancora incerto di candidarsi ma abbastanza convinto di poter arrivare a dama. Forte anche dei suoi trascorsi: “Se andate a vedere, a cominciare dalle mie prime esperienze con un'associazione sportiva dilettantistica, ovunque sono andato ho ottenuto risultati sportivi inimmaginabili”.











