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tmw / lecce / Che fine ha fatto?
ESCLUSIVA TMW - Angelo, dai cross al churrasco: "Ho portato la cucina brasiliana in Basilicata"TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 10 novembre 2021, 09:57Che fine ha fatto?
di Gaetano Mocciaro
esclusiva

Angelo, dai cross al churrasco: "Ho portato la cucina brasiliana in Basilicata"

Ricordate Ângelo Mariano de Almeida? Arrivato nell'estate del 2004 al Lecce, si è messo in mostra nella spettacolare squadra allenata da Zdenek Zeman. Classico terzino brasiliano di spinta, tanta velocità e cross al servizio dei centravanti. Un giocatore che da allora non ha più lasciato il nostro paese, girando soprattutto al sud con qualche tappa al centro-nord come Parma e Siena. Ha chiuso la sua carriera nei dilettanti e ha deciso di mettere radici qui, precisamente a Matera. E se Ângelo ha deciso di non tornare in patria, la soluzione trovata per non allontanarsi dalle sue origini è perfetta: portare il Brasile in Italia. Dal 2019 gestisce una churrascaria chiamata "A Barraca", molto apprezzata (a Matera è il secondo miglior locale stando alle recensioni di TripAdvisor). Ai microfoni di Tuttomercatoweb ci racconta la sua nuova vita:

Angelo, raccontaci il tuo nuovo progetto
"È nato tutto con tanto entusiasmo, solo per la voglia di fare qualcosa. Appena smesso di giocare, ti dirò, il sogno mio era tornare a casa già dal giorno dopo"

Invece sei rimasto a Matera. Come mai?
"Avendo due bambini nati in Italia, di 11 e 13 anni, le esigenze sono cambiate. Ho smesso anche per loro, nel senso che ho trovato un po' di situazioni al nord ma non mi andava di allontanarmi per un anno di contratto. Poi le società di calcio sono particolari, partono con certe intenzioni e poi cambiano strada facendo".

Come mai una churrascaria?
"Sono ormai tanti anni che vivo in Italia e ho frequentato tanti ristoranti brasiliani che mi piacevano ma che per me erano migliorabili. Per cui mi sono detto: un giorno aprirò un mio ristorante per migliorare queste pecche".

Hai avuto mai a che fare con la ristorazione?
"Macché. Non conoscevo il mestiere, non sapevo nulla, era tutto entusiasmo e voglia di fare. È venuto in un periodo in cui ho cercato qualcosa da fare, non sapevo come affrontare il fine carriera e mi ha dato una grossa mano senza farmi pensare al calcio".

Possiamo definirlo un capitolo chiuso, il calcio?
"No, affatto. Ammetto che vorrei allenare, l'idea è quella. Ho il patentino UEFA B, ora l'idea è di ottenere i UEFA A. Certo, col Covid è tutto rimandato. Non posso ancora ancora delegare e non posso farmi da parte ora, nel ristorante".

Cosa ti manca del calcio?
"Non mi manca giocare. Ma ammetto che il campo e lo spogliatoio sì, mi mancano. Per questo allenare sarebbe perfetto. So che per chi vuole iniziare questo è un periodo veramente critico. Se una società ti vuole ti fanno delle proposte che uno ci pensa due-tre volte".

Tornando al ristorante: come procedono gli affari?
"Ho aperto il11 giugno 2019. Poi il 10 marzo 2020 la chiusura per lockdown e poi abbiamo riaperto. Da quando abbiamo ricominciato va bene, ma già prima del lockdown eravamo soddisfatti. La gente ha ricominciato a uscire e la crescita è netta, tangibile".

Scelta sicuramente coraggiosa, quella di un ristorante brasiliano a Matera
"Matera è una città particolare che vive di turismo da una parte, ma devo dire che non è facile far cambiare idea a un materano sulle abitudini culinarie. Ma con la qualità li stiamo facendo ricredere: perché al di là del cibo è l'atmosfera che vivi, puoi trascorrere qualche ora in un'atmosfera diversa, che non trovi in altri posti. Abbiamo trovato difficoltà iniziali, ma ora le persone sono meno scettiche e il passaparola funziona. Gli avventori vengono a provare ed escono contenti".

Come mai hai scelto di vivere a Matera?
"Dopo che mi sono ritirato ero stanco dei continui spostamenti, per cui abbiamo deciso di stabilirci qui. Avevo pensato di tornare a Lecce, dove sono stato 7 anni, ma poi se pur di pochi kilometri, sarebbe stato l'ennesimo spostamento. Tanto valeva allora restare nel calcio se dovevo spostarmi. E poi sopra ogni cosa ci sono i figli: il più grande, 14 anni, avrebbe dovuto nuovamente cambiare amicizie, di nuovo cambiare scuola. Sono cose che non puoi ignorare".
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