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Le verità di Kessie. Banchettare sulla carcassa Juventus. Gennaio e l'ossessione mercatoTUTTOmercatoWEB.com
venerdì 2 dicembre 2022, 00:00Editoriale
di Luca Serafini
per Milannews.it

Le verità di Kessie. Banchettare sulla carcassa Juventus. Gennaio e l'ossessione mercato

George Atangana, manager di Kessie, ha affidato le sue verità sull'addio dell'assistito a Calciomercato.com. Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Sono andati via Calhanoglu, Donnarumma e Romagnoli e per lo stesso motivo si fa fatica anche a chiudere rinnovi attuali, almeno da quello che mi sembra. Non capisco perché solo l’addio di Franck sia stato così tormentato. Certo, l’intenzione era restare. Tuttavia non si può chiudere un rinnovo a senso unico. Noi abbiamo rifiutato offerte da club importanti anche nel mese di gennaio, proprio perché c’era viva la volontà di arrivare a un accordo con il Milan. C’è una cosa che mi suona strana, cioè che dopo l’addio di Kessie, pare che certi tetti che prima parevano invalicabili, adesso possano essere sforati".

Il riferimento agli altri 3 casi sembra molto forzato, così come l'osservazione sul tormentato addio di Franck. Ognuna di quelle storie ha avuto sviluppi diversi: il portiere era al terzo rinnovo in 4 anni e sappiamo bene che il nodo erano le commissioni (argomento ignorato da Atangana). Romagnoli era un po' a margine del progetto e ha fatto una rispettabilissima e condivisibile scelta personale, scissa dalla questione economica. Il turco ha cambiato aria per qualche spicciolo e senza neanche salutare. A Kessie era stato offerto un rinnovo importante, non a senso unico, perché quando si raddoppia un ingaggio parrebbe proprio che il senso doventi vietato dall'altra parte, se si vogliono più soldi e più commissioni. Quanto ai tetti sforati, Atangana ha trascurato il quarto passaggio di proprietà del club in 5 anni in cui gli scenari sono cambiati continuamente.

Alla luce di quello che sta emergendo nel calcio italiano e che in molti conoscevamo già bene, relativamente all'allegria di gestione di troppi club giù sull'orlo della bancarotta ben prima del lockdown, continuo a credere che la strada intrapresa dal Milan sia l'unica percorribile in un mondo finanziariamente al collasso e in un Paese, l'Italia, dove l'investimento più solido - costituito dagli stadi di proprietà - resta ostaggio di funzionari miopi e di una politica bolsa, inadatta. Il sacrificio è lasciare sul campo ambizioni sportive più elevate, forse. Resta il fatto che dopo anni di oblio, questo club è tornato altamente competitivo in Italia e cerca di crescere in Europa. 

A proposito di quest'ultima riflessione: nonostante da anni stia ripetendo che il sistema delle plusvalenze e - appunto - della disinvoltura nei bilanci e dei magheggi nel calcio italiano, vadano perseguiti, non faccio già festa sulla carcassa della Juventus perché da cittadino ho sempre temuto le "sentenze a tavolino". Ognuno ha diritto a una difesa e a un processo equo, prima di essere dichiarato (o no) colpevole. Mi terrorizza la giustizia sommaria, quella che - sarcasmo e ironia a parte - si sta facendo in questi giorni sul club bianconero. Chi ha sbagliato deve pagare, su questo siamo intransigenti e lo dice uno che ha sempre pagato anche oltre le sue stesse colpe, ma prima è necessario individuare appunto chi ha sbagliato e se ha sbagliato. Chi era complice e chi no. Ma non dimentichiamoci di essere un Paese che disprezza la cultura sportiva, dove si espongono in bella vista allo stadio scudetti revocati dalla giustizia e ci si fa vanto di uno di cartone regalato. 

Lo stop dei campionati determinato dal Mondiale ha aperto in anticipo le danze del mercato di gennaio, su cui i dirigenti rossoneri hanno già acceso i loro riflettori. Le bancarelle offrono come sempre opportunità prima che soluzioni, aiuti prima che rinforzi. Un anno fa molti tifosi rossoneri si stracciarono le vesti per il mancato acquisto di un difensore, che portò alla scoperta di Kalulu. Oggi, non avendo mai vissuto di ossessioni ma al limite di sogni e speranze, confido nella graduale affermazione degli acquisti dell'ultima estate che in molti hanno invece già bocciato e lapidato. Si è intravista qualche luce in Dest al Mondiale, in Thiaw, Vranckx e - prima di buttarlo a mare - DeKetelaere. Pioli continuerà ad annaffiare nella serra di Milanello: se sono rose, fioriranno. E se nel frattempo si presenterà qualche altra occasione, ben venga. Nel frattempo da Babbo Natale e dalla Befana attendo che scartino l'Origi che conoscevo.