Milan in trasferta, numeri da grande: l’imbattibilità che tiene vivo il campionato
Ci sono immagini che, per i tifosi del Milan, stanno diventando quasi una piacevole abitudine: la squadra che festeggia sotto il settore ospiti, i giocatori che applaudono seguendo il ritmo dei sostenitori, i migliori in campo che salutano i social con il premio in mano. Scene che spesso finiscono anche sui profili ufficiali del club. Più defilato, come da copione, Massimiliano Allegri: rapido rientro negli spogliatoi, testa bassa e sorriso appena accennato.
È lo scenario raccontato oggi dalla Gazzetta dello Sport, che prende spunto dall’ultimo successo rossonero a Bologna, chiuso sullo 0-3 dalla firma di Adrien Rabiot. Proprio il francese, premiato nel post-partita, ha salutato i tifosi con un messaggio diventato virale: "Ciao cari tifosi rossoneri, è stata una bella vittoria". Una partita archiviata già a inizio ripresa, con la squadra subito rientrata a Milano per riprendere il lavoro settimanale: allenamento il giorno seguente e poi riposo fino a sabato, con la ripresa prevista per domenicsa pomeriggio.
Venerdì 13 il Milan tornerà in campo a Pisa, nell’ennesima trasferta di una stagione che sta assumendo contorni storici. Quella toscana sarà infatti la terza gara esterna consecutiva e la sesta nelle ultime otto. Ma lontano da San Siro i rossoneri stanno costruendo gran parte della loro forza: con sette vittorie e cinque pareggi, il Milan 2025-26 è rimasto imbattuto in tutte le prime dodici trasferte di campionato, un risultato mai raggiunto da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, nel 2004-05. Nei cinque principali campionati europei, solo il Bayern Monaco può vantare lo stesso primato.
Una striscia che può ancora allungarsi e che, secondo Rabiot, rappresenta il vero motore della stagione: "Senza di noi il campionato sarebbe già finito". I numeri gli danno ragione. Con 14 vittorie e 8 pareggi, il Milan è imbattuto da 22 partite consecutive in Serie A, un dato che non si vedeva dal 1992-93, quando la squadra di Fabio Capello arrivò a quota 23.
Il confronto con quel Milan leggendario è inevitabile, pur con le dovute differenze. Allora era una squadra costruita per dominare in Italia e in Europa; oggi è un gruppo ancora in ricostruzione, ma con qualche analogia significativa. La difesa di Capello chiuse il campionato come la meno battuta, con 34 gol subiti in 32 partite. L’attuale Milan vanta la terza miglior difesa del torneo, alle spalle di Roma e Como, con 17 reti incassate in 23 gare, una media di 0,7 gol a partita.
In attacco, se allora i riferimenti erano Van Basten e Papin (13 gol ciascuno), oggi non c’è un bomber unico, ma più soluzioni: Pulisic guida con 8 reti, seguito da Leao a quota 7. Al posto del giovane Boban degli anni Novanta c’è ora Luka Modric, connazionale ma all’opposto della carriera: non più una promessa, bensì un campione senza tempo.
Anche la continuità parla rossonero: il Milan di Capello perse due volte in campionato, quello di Allegri solo all’esordio contro la Cremonese, restando poi imbattuto. Non a caso, sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport in edicola oggi, i grandi numeri emergono anche in classifica: per la terza volta nell’era dei tre punti a vittoria, dopo il 1995-96 e il 2003-04, il Milan ha raggiunto quota 50 punti già alla 23ª giornata.
Sono 15 i punti in più rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione, quando i rossoneri erano lontani dalla zona Champions. Oggi, invece, il margine sul quinto posto è di sette lunghezze. Per consolidarlo, servirà però maggiore continuità contro le squadre di fascia bassa: il prossimo avversario sarà proprio il Pisa, che all’andata strappò un pareggio a San Siro. E servirà anche liberare fino in fondo il potenziale offensivo dei gioielli Pulisic e Leao, chiamati a fare la differenza nella seconda parte del 2026.






