Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Editoriale
Perché il Milan non può cambiare gioco. Se non hai attacco dove vuoi andare? A chi conviene abolire Open VarTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Perché il Milan non può cambiare gioco. Se non hai attacco dove vuoi andare? A chi conviene abolire Open Var

Il calcio esibito dal Milan all’Olimpico contro la Lazio non è stato un bel vedere. Sul “peccato” di riconoscenza nei confronti di Estupinan da parte di Allegri risultato decisivo in senso negativo, mi sono già espresso: Max è stato incerto fino all’ultimo minuto utile se riconfermarlo oppure far tornare Bartesaghi al suo posto preoccupato dalla presenza di Isaksen. Torno sull’argomento della terza sconfitta stagionale per riprendere, ancora una volta, il dibattito sull’estetica calcistica del Milan e sull’invito a migliorarne la fattura. Dicono: “possibile che tu Allegri debba attendere sempre di finire sotto nel risultato e di perdere un tempo stando dietro per poi cambiare registro e passare a tre attaccanti nella ripresa?”. La discussione sul tema non è nuova e da sempre la penso così: se questo Milan è così strutturato, per giocare cioè col 3-5-2 che finora gli ha permesso di subire 21 gol appena, miglior difesa del campionato, ci sarà un qualche motivo pratico che ha a che fare con le caratteristiche del gruppo e la cifra tecnica collettiva.

E aggiungo: snaturandosi tatticamente c’è solo il rischio di prendere qualche imbarcata come capitò puntualmente a Fonseca e a Conceiçao che nella passata stagione avevano tra l’altro a disposizione una quota di maggiore qualità in tutti i reparti e in particolare in attacco. E allora concludo: il punto non è cambiare identità calcistica in corsa, il tema autentico è trovare finalmente un attacco che funzioni, che offra rendimento sottolineando come a questa squadra che pure ha almeno due fuoriclasse in gruppo (Maignan e Modric) l’assenza di Rabiot fa perdere il 50% di efficacia in mancanza di un sostituto con identiche caratteristiche.

CHAT E OPEN VAR- Molti opinionisti e colleghi si sono stupiti perché in occasione del polemico e agitato Inter-Atalanta è venuta a galla l’esistenza di una chat attraverso la quale partivano indirizzi societari da mandare in pasto al pubblico dei social e non solo. Non condivido le censure al collega coinvolto il quale, anzi, a mio parere si è comportato esattamente da giornalista e non da megafono reclamando un intervento pubblico del club da esporre tra virgolette.

Piuttosto trovo fuori luogo qualsiasi sorpresa sull’argomento. Se in questi ultimi tempi ho spesso fatto riferimento alla presenza di un ”istituto luce” è perché avevo colto l’arrivo di sms in diretta durante trasmissioni televisive che suggerivano a qualche opinionista impreparato sull’argomento, la risposta più opportuna da dare. Non mi scandalizzo, quindi. E aggiungo: questo è uno dei motivi per i quali sta prendendo corpo -lo ha dichiarato espressamente il presidente FIGC Gravina- l’idea di abolire la trasmissione Open Var per via di pressioni provenienti da arbitri (che mal sopportano la messa in piazza dei loro dialoghi con varisti e calciatori) e da club che, in mancanza di questa trasparente trasmissione, possono orientare la loro narrazione attraverso appunto la chat di servizio. Allora concludo: chi si accoda a questa marcia indietro clamorosa è complice dell’eventuale misfatto.