Il cambio modulo la vera svolta per il finale di stagione? Allegri riflette così sull'ipotetico 4-3-3 del suo Milan
È un Milan in continua evoluzione, da un punto di vista fisico ma anche tattico. La squadra di Massimiliano Allegri, dopo la dolorosa caduta di Roma sembrerebbe aver ritrovato ritmo e serenità. Sì, perché la vittoria contro il Torino ha espresso più di un segnale incoraggiante. Il più importante di tutti? Il 4-3-3 con il quale i rossoneri hanno chiuso la partita nei primi minuti del secondo tempo.
UNA SVOLTA?
Sono ormai diversi mesi che l’opinione pubblica tra i tifosi milanisti e gli addetti ai lavori si spreca sul cambio modulo. Basta difesa a tre, basta 3-5-2. Questa squadra è nata per giocare offensivo, e farlo con tre giocatori di qualità lì davanti. Non è un caso che il Milan produca più gol (e gioco) quando l’assetto tattico diventa un 4-3-3, rispetto che a quando la squadra si posiziona con il 3-5-2 che tanto bene aveva fatto a inizio anno. La stagione del Milan però è cambiata, così come il rendimento dei suoi giocatori.
ALLEGRI RIFLETTE
Tante le possibili scelte per partire con il 4-3-3 dall’inizio. Lì davanti le opzioni si sprecano. Saelemaekers potrebbe agire da esterno destro, portando anche maggiore sicurezza difensiva in diversi momenti della gara. Come numero nove, un vero centravanti come Gimenez o Fullkrug avrebbe più possibilità di manovra e protezione spalle alla porta, mentre a sinistra sarebbe interessante la staffetta Pulisic-Leao, con il portoghese ad oggi out per l’ultimo fastidio muscolare. Ipotesi quindi, ma una soluzione che potrebbe davvero svoltare la stagione (e soprattutto l’attacco) del Milan, desideroso di spazi, qualità e gol decisivi.
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