L'anticipo di Galli - Fuga per la vittoria: guida alle ultime otto giornate
"When the going gets tough, the tough get going": quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. È la frase resa celebre dall'attore John Belushi, che la pronuncia, all’interno di uno sconclusionato discorso motivazionale, nel film cult del 1978 “Animal House”. È una frase che ben si addice anche a questo finale di Campionato: l’Inter che rallenta, il Milan che ne approfitta solo in parte, il Napoli che recupera molti dei lungodegenti ed è li, a un punto dai rossoneri e a sette dalla vetta.
Diamo, allora, uno sguardo approfondito alle tre squadre che possono ancora contendersi la vittoria finale e saliamo sull’OTTOvolante delle previsioni… nel senso che mancano otto giornate per assegnare lo scudetto 2025-’26.
Partiamo dai nerazzurri. Teoricamente è proprio la capolista ad avere avuto i maggiori benefici dalla sosta del Campionato, essendo la squadra che più di tutte è sembrata in difficoltà, scarica nella mente e nelle gambe, l’una legata alle altre. Non solo la squadra di Chivu ha perso punti in classifica, ma non haneanche saputo confermare la qualità delle performance a cui ci aveva, ahinoi, abituato. Una pausa che permetterà anche e soprattutto il ritorno di Lautaro Martinez: un rientro importante, fondamentale, perché l’argentino non solo è il capocannoniere del campionato, non solo è il leader della squadra, ma è anche una sorta di regista avanzato, che permette la connessione tra l’attacco ed il resto della squadra riuscendo a dialogare con tutti suoi compagni di reparto, migliorandone il rendimento. Certamente anche l’assenza prolungata di Dumfries sulla corsia di destra, il fisiologico calo di Dimarco a sinistra nonché l’infortunio di Çalhanoglu sono stati fattori negativi per i neroazzurri. Non dimentichiamo poi il caso Bastoni, oggetto di una prolungata contestazione, che - piaccia o no - non può non avere inciso sul giocatore e sull’ambiente.
Il calendario dell’Inter prevede tre incontri consecutivi con alto grado di difficoltà, proprio alla ripresa del Campionato: Roma in casa, trasferta a Como e poi Cagliari, presumibilmente affamato di punti salvezza, a San Siro. Dal punto di vista della guida tecnica, infine, Chivu è il più giovane dei tre e quindi il meno abituato a fronteggiare e gestire situazioni di elevata complessità e incertezza, anche se gli va dato atto di avere fin qui saputo guidare la barca nerazzurra con sufficiente sicurezza.
Anche la squadra di Conte, come e più dell’Inter, ha dovuto fronteggiare per lungo tempo l’emergenza dovuta agli infortuni di giocatori importanti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche di leadership. Basterebbe menzionare McTominay e De Bruyne per dare un’idea della situazione: ma ai due fuoriclasse vanno aggiunti Lukaku, ora ristabilito ma ancora poco impiegato, Neres, Rahmani, Di Lorenzo, Gilmour, Lobotka. Adesso il Napoli può contare su quasi tutto l’organico (Neres e Vergara sono ancora fuori) e con un Alisson Santos diventato un punto di forza della squadra. Dunque, uno spirito ritrovato sebbene ancora la qualità del gioco espresso non sia quella che lo stesso allenatore si aspettava. Dalla sua parte un allenatore esperto e gran motivatore, mood positivo e ambiente pronto a dare la spinta per un gran finale, a partire dal prossimo match con il Milan.
Il calendario del Napoli prevede, dopo la partita casalinga con i rossoneri, un tasso didifficoltà elevato nella trasferta di Como e nell’incontro casalingo con la Cremonese ancora in lotta per non retrocedere. A seguire, però, Pisa e Parma (in trasferta) e Lazio, Bologna e Udinese (in casa) vorranno certamente dire la loro, ma non dovrebbero più avere molto da chiedere alla classifica (con la sola eccezione, forse, del Parma).
E veniamo infine ai rossoneri di Max Allegri. In casa Milan c’è, su tutti, l’atavico problema di scegliere il migliore interprete per il ruolo di punta centrale. Recentemente a farsene carico è stato Rafa Leao. Personalmente ho forti dubbi sull’attitudine del portoghese (al quale va comunque riconosciuta la disponibilità a snaturarsi) di giocare spalle alla porta, difendere palla e dialogare con i compagni. Così impiegato si perde l’efficacia che Rafa ha sempre (o quasi sempre) dimostrato nel ruolo a lui più congeniale di esterno sinistro, capace di accentrarsi ma soprattutto di giocare fronte alla porta: e, forse, questo prolungato tentativo, unito al cronico fastidio muscolare, ha finito per esasperare anche lo stesso giocatore, la cui agitata uscita dal campo nella partita contro la Lazio sembra tradire una certa, comprensibile, frustrazione. Il candidato teoricamente ideale per quel ruolo sarebbe Füllkrug, che però - forse anche per le condizioni fisiche non perfette (dito del piede fratturato) - non ha trovato la completa fiducia del tecnico. Sarà forse il rientrante “Bebote”Gimenez a risolvere i nostri problemi di finalizzazione? Ce lo auguriamo. Per quanto riguarda centrocampo e difesa, invece, mi sembra che la squadra abbia trovato uno standard di rendimento soddisfacente, che non porta ancora al comando della gara, ma che spesso ha consentito di portare a casa i tre punti (sperando che a Rabiot non venga mai un raffreddore).
Per quanto riguarda il calendario dei rossoneri, in primo luogo ci sarà lo “spareggio” a Napoli: è del tutto evidente che uscire con un risultato positivo dal “Maradona” permetterebbe di fare un balzo avanti in classifica distanziando una concorrente temibile, e darebbe un’ulteriore iniezione di fiducia alla squadra e all’ambiente. Poi, prima della Juventus in casa, incontreremo in trasferta i bianconeri friulani e il Verona, due avversari che non hanno molto da chiedere al campionato anche se il popolo rossonero conosce bene le amarezze della “fatal Verona”. Altra partita insidiosa sarà quella casalinga con l’Atalanta, probabilmente ancora in corsa per un posto nelle Coppe, mentre il Genoa, a Marassi, e il Cagliari, in casa all’ultima giornata, dovrebbero avere già raggiunto l’aritmetica salvezza. In termini di leadership, Allegri sembra dei tre il più strutturato ad affrontare il rush finale: abile gestore del gruppo, capace di proteggere come di stimolare, di inscenare vibranti show che sembrano escogitati ad arte come di smorzare tensioni e aspettative eccessive, dovrà mettere in campo tutta la sua indubbia esperienza.
Detto questo, mi sbilancio in un quasi-pronostico: se al termine della prossimapartita, la 31esima, la distanza fra la capolista e la principale inseguitrice (che auspico sia il Milan) resterà invariata, la spinta emotiva di cui beneficierà l’Inter potrebbe essere (non riesco a scrivere “sarà”) decisiva per la conquista del titolo.






