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Pochi gol: mancano idee o piedi buoni? Milan (e Juve) in ritardo su Malagò. L’autogol della foto al basket VareseTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Pochi gol: mancano idee o piedi buoni? Milan (e Juve) in ritardo su Malagò. L’autogol della foto al basket Varese

Tra le tante analisi pubblicate sul quarto 0 gol del Milan di Allegri nella stagione, ho scelto quella firmata da Massimo Ambrosini per una serie di buoni motivi. Dice Ambrosini: “è innanzitutto una questione di idee”. Può essere, non lo metto in dubbio. Ambrosini è un osservatore attento e senza nessun pregiudizio nei confronti di Allegri e del suo calcio. Anzi, grazie a quelle idee, ha vinto uno scudetto col famoso centrocampo dei mediani (Gattuso-Van Bommel-Ambrosini) quando Pirlo ebbe un lungo infortunio muscolare. Per questo vorrei una spiegazione alle mia seguenti osservazioni: 1) come mai, durante il girone di andata, le idee e i successivi gol hanno funzionato, non in modo eccessivo, a tal punto da consentire una promettente classifica (primo o secondo)?; 2) oltre alle idee ci sarà forse una questione legata alla precisione degli attaccanti, riferita in particolare alla partita con l’Udinese, visto il numero dei tiri indirizzati verso la porta? La mia personale opinione è la seguente: c’è stata una lenta discesa di attenzione, tensione e condizione fisica che ha “impoverito” anche le idee oltre al rendimento di Leao e Pulisic che è sempre stato al di sotto dello standard tradizionale.

Attenti a quei due- Milan e Juve, come al solito, nella fase di crisi politica della federcalcio, si sono fatti trovare impreparati dall’attivismo di Beppe Marotta che ha puntato dritto su Malagò, ha già in testa un organigramma degli uffici di via Allegri con l’avvocato Viglione segretario generale, e provato a limitare l’ostilità del ministro Giorgetti la cui figlia, come noto, lavora proprio negli uffici del club interista. Sulle prime i due club hanno provato a coinvolgere Galliani in una operazione senza senso per poi riposizionarsi sulla candidatura maggioritaria di Malagò. A Torino tra l’altro chi decide la linea politica non è né Comolli né tanto meno Chiellini ma il proprietario Elkann. A questo punto non c’è alcuna possibilità che Scaroni possa esercitare un ruolo di primo piano nel futuro assetto della federcalcio: la materia non interessa, forse non ha neanche il tempo di dedicarvisi come sarebbe indispensabile per ritrovarsi tra l’altro, prossimamente, oltre che con Viglione segretario generale anche con un designatore arbitrale, successore di Rocchi, espressione della stessa maggioranza.  

Basket e Furlani- Nelle numerose chat di tifosi milanisti la foto finita sui social di Giorgio Furlani, ad del Milan, con tanto di cappellino, alla partita di basket di Varese, ha provocato una scia di commenti velenosi. Io capisco il nesso tra l’interesse di Cardinale per Varese basket e quindi la presenza di Furlani ha un significato simbolico. Ma se poi succede di non vedere Furlani per esempio nella trasferta di Napoli (ma sempre presente a San Siro), allora il sentimento della tifoseria si può capire. Mi chiedo: possibile non ci sia nessuno a casa Milan in grado di dire all’ad “guardi che così commette un errore di comunicazione”? è vero: anche Adriano Galliani era un noto appassionato di basket e non mancava alle sfide di Eurolega dell’Armani Milano magari trascinandosi dietro anche Allegri ai tempi, ma di partite del Milan, dentro e fuori casa, non ne ha saltata nemmeno una in 31 anni di attività.