Che astio per Max! Cambia tutto la prossima stagione. La filosofia del Bayern!
Il porto è là, a sei miglia di campionato. Ancora uno sforzo e, nonostante nel freddo gennaio non abbia avuto i vettovagliamenti, le provviste chiesti da lui e dai suoi rematori, manca poco per raggiungere la meta, agognata da agosto. Intorno a lui si levano gli alti lamenti di coloro che lo accusano di essere il principale colpevole se le partite siano brutte e poco spettacolari, se gli attaccanti non abbiano mai, o molto raramente, offerto prestazioni sufficienti. Sempre e solo contro di lui, contro Massimiliano Allegri.
Non ricordo un così aspro livore verso un allenatore, che non è mai andato sotto il terzo posto, spesso primo e secondo e terzo. Sicuramente mai fra quelli che, con mano ferma, hanno guidato il Milan. Critiche sì, disprezzo mai. Un’avversione che è aumentata in modo proporzionale alla buona posizione in classifica. Soprattutto in quelli che prima avevano pronosticato risultati mediocri, poi un crollo. Invece, fatevene una ragione, il Milan è sempre lì, con dietro diciassette squadre. Ho sentito dire anche che Allegri ormai abbia dato tutto, fosse un tecnico superato. Dio mio, che astio! Con il rischio che, se le ultime quattro giornate vedessero il Milan regalare buoni risultati, molti finirebbero come l’Ispettore capo Charles Dreyfus alle prese con l’ispettore Clouseau.
(Qui dovrebbe partire la famosa colonna sonora del film “La Pantera Rosa”, composta da Henry Mancini).
Il comandante comunque guarda i suoi uomini, sudati e stanchi, e li incoraggia, citando un verso di un suo celebre corregionale: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa!” Niente e nessuno deve distrarli dal traguardo, che si profila non lontanissimo. Attenzione però, perché ci sono ancora pericoli da evitare, in un mare che può diventare ancora infido come quello di Scilla e Cariddi.
In questi mesi è stato il Milan della compattezza, del pragmatismo, della concretezza, ma, nella prossima stagione, vedremo una squadra differente come atteggiamento e come giocatori. Massimiliano Allegri ha le idee chiare, lui come Igli Tare. Con la speranza che sul mercato scelgano loro, e solo loro, le pedine da acquistare e da cedere, senza alcuna interferenza tecnica.
In caso di qualificazione nella coppa più prestigiosa, è già trapelato quale sia il budget iniziale, che può ovviamente aumentare grazie a eventuali cessioni, fresche di questo mercato o già apparecchiate nella scorsa stagione, attraverso riscatti esercitati o obblighi maturati. Si parte dunque dai 30/35 milioni, che sono quelli che dunque arriverebbero dalla Champions League. Saranno sufficienti? Presto per dirlo.
Sarà comunque necessario un grande lavoro anche in uscita, ma ho la certezza che vedremo un Milan rivoluzionato, totalmente made in Allegri, Milan che, nella prossima stagione, punterà al ruolo di protagonista. Ripeto per la centesima volta, sempre che i dirigenti rossoneri vogliano cambiare tendenza rispetto alle strategie dello scorso gennaio, quando si sono voltati dall’altra parte, sfuggendo alle richieste del tecnico livornese.
Vedendo la rete di Olise, nella semifinale di Parigi, mi è venuta in mente una frase di Kalle Rummenigge, letta recentemente, che incornicerei e poi chiederei di appendere sulle pareti del quarto piano di “Casa Milan”.
“Un giorno prendemmo una decisione fondamentale: che in futuro non avremmo mai venduto un giocatore che ci sarebbe mancato in campo.
Questa regola non scritta vale ancora oggi. Per un giocatore come Olise non c’è prezzo che ci farebbe esitare!”
Quando questa filosofia tornerà a ispirare l’AC Milan, significherà che SIAMO TORNATI!





