Troppi fenomeni davanti, la Francia ha due dolci problemi: deve scegliere... e vincere
C'è una Francia che corre più veloce di tutte, che produce talento offensivo in quantità quasi irreale. E poi c'è chi osserva e prova a colmare un divario che oggi appare evidente. Basta scorrere i nomi: Ousmane Dembélé, Désiré Doué, Bradley Barcola, Michael Olise, Kylian Mbappé. E poi Marcus Thuram, Rayan Cherki, Randal Kolo Muani, Christopher Nkunku, Jean-Philippe Mateta, Florian Thauvin, Hugo Ekitike, Maghnes Akliouche, Kingsley Coman, fino al talento emergente Eli Junior Kroupi.
Chi convocare?
Un arsenale offensivo semplicemente spaventoso. E il paradosso è che al prossimo Mondiale solo sei o sette di questi potranno esserci. Gli altri, per forza di cose, resteranno a casa. Un lusso che racconta meglio di qualsiasi analisi il livello raggiunto dalla Francia. La semifinale tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco è stata la vetrina perfetta: Dembélé, Doué e Olise protagonisti assoluti, tra gol, strappi e giocate decisive, Barcola entrato e subito dentro il ritmo. Una produzione continua di pericoli, una sensazione costante che ogni azione potesse diventare gol.
Non è solo abbondanza, è varietà. Sono profili diversi, complementari, tutti capaci di saltare l’uomo e cambiare il corso della partita. È un calcio moderno, verticale, che vive sull’imprevedibilità dei singoli ma si regge su una base tecnica altissima. E allora il confronto con l’Italia diventa inevitabile: dove la Francia abbonda, l’Italia difetta. Gli azzurri cercano da 20 anni riferimenti stabili e non è solo una questione generazionale.
Un lusso che diventa obbligo
Con una batteria offensiva del genere e una rosa complessivamente così profonda e qualitativa, il peso delle aspettative diventa inevitabile. Per Didier Deschamps non si tratta più solo di competere: perdere il prossimo Mondiale, con questo materiale a disposizione, verrebbe percepito come un fallimento. Perché quando hai tutto - talento, profondità, esperienza - non puoi proprio nasconderti. Devi vincere.










