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A un minuto dalla gloria, l'Atalanta si ferma sul più bello. Il PSG ha la letteratura dalla suaTUTTOmercatoWEB
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mercoledì 12 agosto 2020, 23:20Archivio 2020
di Andrea Losapio

A un minuto dalla gloria, l'Atalanta si ferma sul più bello. Il PSG ha la letteratura dalla sua

Sembrava che l'impossibile si stesse avverando. Come la Grecia di Rehhagel, come il Portogallo di Fernando Santos contro la Francia nel 2016. Oppure il Porto di Mourinho del 2004. L'Atalanta era a un passo dalla storia, dalle semifinali alla prima apparizione in Champions League, aspettando sul divano con bibita e pop corn. Oppure in Hotel, al Corinthia di Lisbona, segregati per sperare in una straordinaria notte. L'Atalanta si è fermata a un minuto dalla gloria, quando Freuler si è infortunato ed è venuto meno un giocatore. Si vive, nel calcio, di inerzia. Di momenti e di attimi. E l'Atalanta lo ha fatto, passando dallo champagne al carbone nella calza, pur giocando una partita a tratti straordinaria per intelligenza. Nell'ultima mezz'ora sono venuti meno i cambi, i Malinovskyi e i Muriel non hanno dato quel qualcosa in più. Forse serviva Ilicic, anche se Pasalic non lo ha fatto rimpiangere. Gomez non al meglio, altra grande recriminazione, oltre a una rosa non infinita: a centrocampo è dovuto entrare Da Riva negli ultimi minuti. Qualcosina sarà da migliorare. Termina così sul più bello l'avventura dell'Atalanta in Champions League. Non l'ultima, sicuramente la più altalenante. Sembrava i vari sliding doors fossero scritti davvero con una letteratura particolare. Passa il Paris Saint Germain, con Neymar clamoroso e un Mbappé che è forse fra i primi due al mondo. E ora l'idea è che l'ago della bilancia sia tutto dalla loro parte.

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