Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Serie A
Inter, l'ex ad Paolillo: "Rosa superiore al Napoli, ora la classifica si può allungare"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 15:08Serie A
di Daniele Najjar

Inter, l'ex ad Paolillo: "Rosa superiore al Napoli, ora la classifica si può allungare"

L'ex amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, è intervenuto a TuttoMercatoWeb all'indomani della vittoria dei nerazzurri contro il Lecce, che ha permesso alla squadra di Cristian Chivu di laurearsi Campione d'Inverno. Dal campo al mercato, ecco le parole di Paolillo. Questo salto a +6 dell'Inter può essere la svolta per la lotta Scudetto? "Me lo auguro. Francamente me lo auguravo già per la partita contro il Napoli. Ciò che spero ora è che alla distanza i valori delle squadre vengano fuori e la classifica passi dall'essere piatta ad allungata". Quindi i valori dell'Inter li ritiene superiori a quelli del Napoli? "Se guardiamo tutta la rosa assolutamente sì. Il Napoli ha fatto degli ottimi acquisti, centrandone alcuni. Come chi sta dando un contributo importante in zona gol. Che poi sono in assoluto quelli che danno un valore aggiunto al Napoli. In altri comparti e nel totale della rosa però ritengo sia più forte l'Inter, con il Napoli secondo. Certo, gli azzurri hanno una grande forza nell'allenatore. Non che Chivu non sia bravo, tutt'altro. Io lo conosco bene e conosco la sua serietà e preparazione. Ha saputo emergere proprio per la sua bravura. Ma una cosa non può averla di colpo ed è l'esperienza, e quella di Conte è superiore al momento". La mancanza di vittorie negli scontri diretti può essere un campanello d'allarme? "Mi auguro di no. L'anno scorso abbiamo buttato via tantte partite facili. Quelle pesano molto di più. Nello scontro diretto un pareggio come quello contro il Napoli ci può stare: quella che pesa è la sconfitta. E temo molto di più i punti buttati contro le piccole". Dal mercato si aspetta qualcosa? E se sì, in quale reparto? "Mi aspetto indubbiamenet qualcosa. Escluderei l'attacco, dove ne abbiamo quattro, che sono tutti bravi. I cambi lì davanti ci sono, si è visto anche ieri. Qualcosa me lo aspetto in difesa, in termini di ringiovanimento. A centrocampo invece mi sembra che le scelte ci siano". Luis Henrique l'ha convinta? Farebbe qualcosa a destra? "Mi ha deluso, sono sincero. Mi aspettatvo molto di più. Probabilmente non si è ancora bene amalgamato con la squadra. Io ne ho visti tanti, anche in quel ruolo. Cito Quaresma: arrivato come grande speranza, non si è ambientato per niente. Certo, non fa più solo il compitino, forse perché teme di essere cambiato (ride, n.d.r.). Non è facile giocare sapendo che intanto cercano un tuo sostituto. Ogni pallone diventa di fuoco, poveretto. Però credo che serva qualcuno, se non altro come ulteriore uomo da mettere sulla fascia destra, visto che l'infortunio di Dumfries va per le lunghe. Non è facile, perché non ci sono molti giocatori liberi". Con Frattesi cosa farebbe? "Parliamo di una scelta dolorosa. Il ragazzo ha indubbiamente del talento. Ma parliamoci chiaramente: se con un allenatore prima, Simone Inzaghi, e con un altro poi, Cristian Chivu, non si riesce a trovare spazio, per il bene di entrambi è bene separarsi". Cosa ne pensa di Francesco Pio Esposito? "Un ragazzo che avevo visto fin dai Pulcini. Me lo ricordo bene, sia lui che i fratelli. In una partita giocata sul campo del Milan sentiva proprio il derby, fin da bambino, una cosa incredibile. Ben vengano i giocatori che sono cresciuti all'Inter partendo dai Pulcini della squadra, perché hanno un attaccamento differente. Veda Dimarco. Non ha l'impegno che mettono tutti, è differente. Fin dalle giovanili ricordo la voglia di dare un apporto alla squadra che fosse superiore, di uno che tiene alla società".